Silvio Berlusconi si è reso protagonista, ieri sera, di una serie di interviste a reti unificate nei principali TG nazionali. Un comunicato accorato il suo, che arriva dopo diversi giorni di silenzio post elezioni amministrative; una strategia comunicativa atta a sostenere in particolare i candidati di Milano e Napoli.

Ma il suo intervento è risultato indigesto a molti esponenti del mondo politico avversario, e in particolare sono giunte dure critiche anche dal mondo cattolico. Gli stessi alleati del Pdl hanno storto il naso davanti all’arringa mediatica del Premier. Una vera e propria occupazione televisiva, risultata come una sorta di offensiva antidemocratica contro gli antagonisti politici.

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Dalla stessa Lega si sono levati commenti negativi e piccoli malumori, forse timorosi per una sconfitta di Letizia Moratti nel centro nevralgico della Lega: Milano. Il vicesindaco Gentili, riferendosi a Berlusconi, ha dichiarato:

“Se perdiamo il ballottaggio a Milano, qualcuno deve farsi da parte e lasciare il posto a Tremonti o a Maroni. Hanno tutti i titoli per sostituire Berlusconi”

Le critiche più aspre arrivano, a sorpresa, da Avvenire e Famiglia Cristiana, cioè da quel mondo cattolico forse stanco di difendere un Premier sempre troppo immischiato in scandali, anche sessuali. Mentre L’Avvenire rimane perplesso riguardo alla metodologia utilizzata da Berlusconi, fin troppo occupato:

“ad attaccare l’avversario, a sponsorizzare un singolo programma elettorale fin nei minimi particolari, a sollevare interrogativi.”

Risultando onnipresente accanto ai vari candidati locali, e creando inevitabilmente squilibrio tra il suo ruolo nel partito e come Premier di una Nazione. Molto più intenso l’affondo di Famiglia Cristiana, che non risparmia commenti negativi e durissime critiche. Si parla di “arroganza a reti unificate”, conseguenza di una presenza televisiva imposta dallo stesso Berlusconi sulle tre Tv Mediaset e su due Tg Nazionali Rai. Continua Famiglia Cristiana:

“Esiste una AgCom che dovrebbe fissare le regole della comunicazione e, in caso di irregolarità, punire gli inadempienti. Già il fatto che il premier irrompa nella campagna per Milano e Napoli usando le reti di sua proprietà dovrebbe far ricordare che c’è un piccolo inciampo, chiamato conflitto di interessi. Ma tutti zitti. E lo stesso, ciò che è peggio, per le reti a canone”.

Concludendo con una frase che non lascia dubbi:

“Per il momento, senza bisogno di attese, sono state scritte due brutte pagine: una da un primo ministro e proprietario di televisioni che si arroga prerogative inaccessibili agli avversari politici; l’altra da un giornalismo TV che non tiene dritta la schiena ma si genuflette”.

Berlusconi per ora non ha replicato alle critiche, impegnato a stabilire la futura strategia d’attacco che pare incentrarsi sullo spostamento di ben due Ministeri governativi a Milano e Napoli.

Non ultima la replica del centro sinistra, che sottolinea la strategia avviata come segno di paura e insicurezza. Così Rosy Bindi dopo la sovraesposizione del Premier:

“C’è un solo modo per fermarlo e risolvere l’emergenza democratica, visto che Berlusconi corretto non lo sarà mai: batterlo alle urne. Lui lo sa, si sta giocando il tutto per tutto. Ha ricevuto un colpo durissimo e sa che non potrà recuperare”

Riportiamo di seguito il video del Premier: