Un’offesa alla memoria di Meredith. Queste le parole con cui John Kercher, padre della giovane inglese uccisa quattro anni fa a Perugia, manifesta tutto il suo dolore e la sua rabbia per lo spettacolo mediatico di questi giorni.

Vedere Amanda Knox diventare una star solo per essere stata assolta acuisce i dolori di un padre che la sua bambina invece, non la vedrà più.

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A seguito di un processo durante il quale il nome di Meredith Kercher è stato nominato quasi “per caso”, dove l’indiscussa protagonista è sempre stata Amanda Knox, John Kercher rompe il suo silenzio per opporsi a quella che vede come una grave offesa alla memoria di sua figlia. Perché i media non si interrogano sulla sentenza, perché il nome della giovane inglese viene come “rimosso” per agevolare il “fenomeno” Knox?

Queste le domande che si pone un uomo, distrutto dal dolore eppure ancora con tanta voglia di combattere per difendere la sua Meredith. La prima questione che affronta è proprio l’improvvisa popolarità acquisita da Amanda Knox, che non si aspettava e che giudica offensiva:

«Amanda avrebbe dimostrato maggiore sensibilità nei confronti di Meredith se avesse mantenuto un basso profilo. Non voglio fare polemica, ma credo sia sbagliato sfruttare a proprio vantaggio un omicidio. Non credo che Amanda si sia creata a tavolino il suo status di celebrità, ma che gli sia stato fabbricato addosso. Tuttavia lei non l’ha rifiutato».

C’è poi incredulità nelle sue parole per la sentenza d’assoluzione, con una pronunciazione che fatica ancora a comprendere:

«È stato uno shock. Pensavo che il giudice avrebbe confermato le loro condanne, forse riducendo le pene per equilibrarle con quella di Guede. Non c’è ancora alcuna spiegazione del perché Meredith sia morta, è la parte che proprio non riesco a capire».

A chi infine gli domanda se sarebbe in grado di perdonare chi ha ucciso la sua Mez, risponde senza alcuna esitazione:

«Perdono? Anche se sapessi chi l’ha uccisa non credo che potrei perdonare».

Fonte: Ansa