La crisi economica incombe in modo pressante sulle risorse delle famiglie italiane, e un evento rilassante come le vacanze di Natale può trasformarsi in un incubo. Un problema per tutti quei genitori che, durante la pausa natalizia, non possono avvalersi del supporto dei nonni, e neppure del costo di una baby sitter.

Dopo la bufera che ha investito la scuola per mano del Ministro Mariastella Gemini, che ha ridotto e annullato il dopo-scuola, molte famiglie si sono trovate ad affrontare questo problema logistico molto importante. In loro soccorso alcuni istituti, in particolare nella zona ovest di Milano, hanno deciso di rimanere aperti per tutti i 20 giorni tra Natale e l’Epifania. L’orario va dalle 8 del mattino alle 18 di sera per andare incontro alle necessità dei genitori che lavorano. Il progetto, ribattezzato Campus Invernale, già conta una serie di iniziative per le madri straniere, come ad esempio corsi intensivi di italiano.

Ora questa importante attività, già diffusa nel resto d’Europa, che è completamente autogestita dai singoli complessi scolastici senza l’intervento del Ministero e del Comune. Alcuni genitori volenterosi stanno già raccogliendo le iscrizioni e organizzando le attività, in sincrono con insegnanti e presidi efficienti.

L’intento è quello di estendere l’iniziativa a un numero crescente di scuole, non solo della Lombardia ma anche nel resto d’Italia. L’unico vero problema è dato dal gruppo che ha in gestione le mense scolastiche della circoscrizione Milanese, il quale non ha ancora confermato la sua partecipazione.

Davide Guarnieri, presidente dell’Age, ha commentato:

Secondo noi la scuola dovrebbe essere fruibile 360 giorni l’anno. Ci piacerebbe che i genitori venissero direttamente coinvolti se non nella gestione, almeno nella programmazione che deve guardare alla qualità del servizio.

C’è anche chi auspica che l’iniziativa prenda piede, nella speranza che lo Stato faccia la sua parte incentivando l’attività con una piccola quota associativa.