Non facciamoci illusioni. La percentuale degli uomini che danno una mano in casa è aumentata, ma l’80% del lavoro domestico continua a gravare solo sulle donne. E se i dati in materia sono abbastanza cambiati dalla fine degli anni ’80 a oggi, il sesso maschile ha fatto solo un piccolo passo in avanti nel raggiungimento della parità dei sessi.

Il Ministero del lavoro, insieme a Inps e Istat, ha steso un nuovo rapporto sociale che riguarda proprio la distribuzione del lavoro familiare tra uomo e donna: nelle coppie con figli, quando la mamma lavora anche fuori casa, la percentuale relativa alla disparità dell’impegno domestico si è ridotta dall’86,5% al 78%.

Quando la donna non ha un’occupazione, invece, oltre il 90% delle mansioni svolte il casa è compiuto da lei. Ma quali sono le attività svolte dai maschietti? Si tratta prevalentemente di fare la spesa e altri acquisti per la famiglia, mentre pochi sono disposti a fare le pulizie o preparare pranzo e cena. Di fare le lavatrici e stirare, invece, non se ne parla proprio.

Parlando in termini di ore, lo stacco tra i due sessi sembra ancora maggiore: cinque ore e nove minuti al giorno per le donne occupate con figli, contro le due ore e quattro minuti degli uomini. Un altro dato interessante è fornito dalla differenza tra nord e sud: le donne che vivono nel mezzogiorno, e che hanno un impiego, sono impegnate per oltre 9 ore e 55 minuti giornalieri. Siamo davanti a un sud Italia ancora prevalentemente maschilista.