Secondo l’Indagine Tecnoborsa, il 2,5% degli intervistati ha preso in affitto una casa nel periodo 2010/2011: in genere, coppie senza figli o con figli grandi, che nel timore di dover affrontare nel prossimo futuro momenti difficili, hanno preferito prendere casa in affitto invece che acquistarla

Per quanto riguarda il mercato della locazione, nel biennio 2010-2011 si è registrato un calo notevole dell’offerta di case in affitto, nella misura del 2,6%, un valore al minimo storico, sul quale ha influito l’introduzione della cedolare secca, che non ha contribuito a far emergere gli affitti in nero, secondo le aspettative. In complesso, si può affermare che da quando Tecnoborsa ha iniziato a monitorare il mercato delle locazioni, per la prima volta si registra un divario nullo tra domanda e offerta.

Le previsioni per l’anno in corso e il 2013 lasciano intendere che il 4,7% degli intervistati pensa di effettuare almeno una transazione nel biennio 2012-2013: una percentuale invariata rispetto alla percentuale rilevata nel 2010, che si attesta su un valore decisamente inferiore a quello delle analisi svolte negli anni precedenti.

E per quanto riguarda l’offerta futura, emerge che nel biennio 2012-2013 il 2,4% delle famiglie intervistate ha intenzione di vendere un immobile. Il 41,2% vende la casa per acquistare un’altra abitazione principale più adeguata alle mutate esigenze abitative; il 31,4%, al secondo posto, pensa di vendere per bisogno di liquidità; il 9,8%, al terzo posto, intende vendere per fare altri investimenti immobiliari; al quarto posto c’è chi pensa di cedere un’abitazione per acquistare una seconda casa per parenti prossimi (7,8%); al quinto posto c’è chi pensa di vendere per fare degli investimenti finanziari (2%).

Nessuno, comunque, prevede di vendere per acquistare una casa vacanze, molto probabilmente perché le famiglie, attualmente, temono l’aumento delle tasse sulle seconde case e, quindi, le acquistano solo per metterle a reddito e coprire i costi.

“Dal confronto dell’Indagine nazionale Tecnoborsa 2012 con le quattro precedenti – ha concluso il Presidente Giammaria – emerge un forte calo della quota di famiglie che hanno dichiarato di aver effettuato almeno una transazione nel biennio oggetto di analisi; infatti, c’è stato un decremento di 4,9 punti percentuali rispetto al 2010 – anno in cui sembrava che il mercato si stesse riprendendo – e di ben 9,4 punti se si considera il 2004. Rispetto all’Indagine 2011 Tecnoborsa sulle sei grandi città si evidenzia, però, una migliore tenuta del mercato nei Comuni maggiori. Inoltre, per quanto riguarda i mutui, un dato significativo di questa Indagine è il fatto che una quota consistente di famiglie ha ottenuto un prestito che copre circa il 60% del prezzo pagato per l’immobile”.