L’indagine Tecnoborsa sull’accesso al mutuo per l’acquisto della casa evidenzia che le famiglie italiane, per l’89,3% dei monitorati, si sono rivolte alla propria banca.

Questo dimostra che esiste ancora oggi un alto grado di fidelizzazione del rapporto bancario, anche perché è possibile che alcuni istituti di credito rifiutino l’erogazione del mutuo perché non conoscono il cliente; il rimanente 10,7% ha ottenuto il mutuo attraverso altri istituti di credito o altri canali specializzati.

Per quanto riguarda la quota di mutuo richiesta rispetto al prezzo della casa acquistata è emerso che il 10,1% dei richiedenti ha ottenuto un prestito che copre dal 21% al 40% del costo della casa; il 20,9% dal 41% al 60%; ben il 30,4% dal 61% all’80% e solo il rimanente 0,5% ha preso un mutuo che copre oltre l’80% del prezzo pagato. E comunque, il 38,1% degli acquirenti non contrae il mutuo perché dispone di liquidità sufficiente per acquistare la casa senza ricorrere a finanziamenti.

Da notare che è scesa di circa 12 punti percentuali la quota di chi ha utilizzato più del 30% del reddito familiare per pagare il mutuo della propria casa, anche perché le famiglie italiane hanno difficoltà ad accedere al credito. Infatti, nel 15,8% dei casi, la banca, oltre all’ipoteca sulla casa acquistata, ha richiesto una garanzia aggiuntiva per concedere il mutuo. Pertanto, un 21,6% di richiedenti ha dovuto dare un’ulteriore garanzia ipotecando anche un secondo bene; un 24,3% è ricorso alla fideiussione bancaria di un terzo; infine, ben il 64,9% ha dovuto sottoscrivere una polizza assicurativa per coprire parte del capitale erogato.

Invece, per quanto riguarda le vendite, il motivo principale che costringe a vendere la propria casa è sempre quello di acquistare un’altra abitazione principale più grande per sopravvenute esigenze di maggiore spazio, anche se il valore è in calo rispetto al periodo 2009-2008. Molti, invece, hanno venduto per bisogno di liquidità (30,4%), ma anche questo dato è leggermente in calo rispetto a quanto riscontrato nelle due Indagini precedenti. Il 4,3% ha venduto la casa nel 2010-2011 per acquistare una seconda casa vacanze; il 3,7% per prendere una casa per parenti prossimi; il 2,5% per fare altri investimenti immobiliari, ma nessuno ha venduto una casa per fare investimenti finanziari. La casa rimane, dunque, sempre al centro delle esigenze delle famiglie italiane.