La natalità è in caduta libera, e questa tendenza non riguarda solo gli italiani ma anche gli stranieri residenti nella penisola, che fino a poco tempo fa colmavano il divario mettendo al mondo più figli proprio nel nostro paese.

Secondo l’Istat il tasso di natalità in Italia relativo al 2010 è il più basso di tutto il decennio, che tradotto in cifre significa circa settemila bambini in meno rispetto agli anni precedenti. E ancora, che se il numero di figli per ogni donna era pari a 1,3, attualmente questo valore è sceso fino a 1,29.

Galleria di immagini: Famiglia e alimentazione

La popolazione totale, invece, è aumentata, ma solo grazie alla quantità di stranieri che hanno scelto di vivere nella penisola. Sono gli stessi immigrati, tuttavia, ad aver rallentato notevolmente la tendenza a procreare, adeguandosi invece all’attuale inclinazione degli italiani.

Qual è la causa di tutto ciò? Sembra che, ancora una volta, la scelta di numerose coppie di non aver figli oppure di metterne al mondo solo uno sia dovuta alla crisi economica, la stessa che ha portato a un’inevitabile crescita della discriminazione delle donne sul lavoro.

La carenza di risorse economiche, così come la sempre più frequente precarietà professionale sta spingendo le famiglie a non sposarsi e a non avere figli, consapevoli delle difficoltà relative alla crescita di un bambino nei primi anni di vita e alla carenza di sostegno da parte delle strutture sociali.

Solo in alcune regioni italiane si possono individuare i nuclei familiari più numerosi, tra le quali la Campania, la Puglia e la Calabria. Fanalino di coda è invece la Liguria, dove si registra un aumento delle coppie senza figli come anche delle famiglie monogenitoriali.