Le donne preferiscono fare l’amore al buio. Lo affermano le decine di ricerche che si domandano come mai la psiche di una donna sia tanto inibita da un po’ di luce. Sarà perché si vergognano del proprio corpo, sarà perché sono romantiche e preferiscono le coccole silenziose, sarà perché non accettano il proprio corpo e temono il giudizio maschile alla luce di un neon che sottolinea tutte le smagliature, i buchi della cellulite e la pancetta di troppo.

Ora vi svelo l’arcano: la luce la spegniamo quando non abbiamo avuto il tempo di farci una bella ceretta. Non è quel filo di pancia in più che ci intimorisce, anzi, quello ci fa sentire soddisfatte della vita, non è un po’ di buccia d’arancia a spaventarci, a quella ormai ci siamo rassegnate, e non si tratta di pudore, anche a noi piace guardare, anche se poche di noi sono capaci di ammetterlo. Il vero problema è il pelo superfluo, è questo terribile nemico che spunta quando meno e lo aspetti.

Non comprendiamo ancora la sua utilità dal momento che, quando spunta, proviamo a debellarlo con tutte noi stesse sottoponendoci a qualsivoglia tortura cinese, spendendo centinaia di euro per terapie al laser, alla luce pulsata, alla fiamma ossidrica. E sapete qual è il colmo? Che la pubblicità ci prende anche in giro! Vi ricordate lo spot di un famoso rasoio femminile “rasa il pratino?”. Suonava più o meno così: Foresta selvaggia basta/Spazza via tutti quei rasta/(Rasa il pratino)/Se ti senti ruvidina/(Rasa il pratino)/Dai una bella spuntatina… Commento con un verso onomatopeico: SGRUNT!