Gli attivisti di Fare Ambiente si dichiarano ecologisti, ma diversamente da tutti gli altri ambientalisti d’Italia, non stanno festeggiando per la vittoria del “Sì” contro il nucleare. Anzi, hanno appena fatto sapere tramite il loro Presidente che lotteranno su tutti i fronti perché il referendum venga annullato.

La motivazione con cui intendono richiedere l’annullamento della consultazione si basa sul fatto che all’estero i nostri connazionali hanno votato su un quesito referendario parzialmente diverso da quello posto agli elettori residenti in Italia, seppur ispirato allo stesso principio, e ritengono che questo fatto invalidi l’intero referendum.

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Tramite un comunicato fanno sapere che attiveranno “tutte le procedure legali e amministrative per invalidare il referendum sul nucleare” che sarebbe “ragionevolmente nullo per aver posto agli elettori residenti all’estero un quesito diverso”.

Paradossalmente, la diversità di quesito tra seggi italiani e i seggi esteri è stata causata proprio da un tentativo del governo di far scomparire il quesito sul nucleare dalla consultazione del 12 e 13 giugno, approvando in extremis un decreto che apparentemente rispondesse alle istanze dei referendari, per poter poi riproporre il progetto nucleare in un momento maggiormente propizio. Questa stessa ricostruzione fu persino chiarita dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante un incontro ufficiale con Sarkozy, destando non poche critiche.

Il tentativo di saltare l’appuntamento con le urne è stato però bocciato dalla Consulta, e il quesito sul nucleare è stato riformulato per i seggi italiani, mentre in quelli esteri era stato già votato nella forma pre-decreto. A Fare Ambiente, però, sembra non interessare la motivazione che ha causato la diversità di formulazione del quesito, e nemmeno il fatto che il nucleare sia stato bocciato da oltre il 90% degli elettori.

Ma perché questi ambientalisti tengono così tanto alle centrali nucleari? Fare Ambiente è un movimento che definisce sé stesso come “ecologista europeo”, e che lotta per la diffusione delle centrali nucleari anche nel nostro Paese ritenendola un’energia pulita e più sicura di quelle attualmente in uso.

Quest’insolito esempio di associazione ambientalista a favore delle centrali nucleari considera i colleghi di Greenpeace, e tutti i membri dei collettivi anti-nuclearisti, come dei fondamentalisti che fanno male alla causa ecologista. Nel manifesto programmatico pubblicato sul sito ufficiale dicono di ispirarsi al liberalismo solidaristico, prendendo a massimo esempio Aristotele, San Tommaso e la Chiesa Cattolica.