In Italia spopola la moda del fai da te farmaceutico, soprattutto fra le famiglie a sud del paese. Pare, infatti, che Campania, Puglia e Sicilia determino il 60% dell’abuso di antibiotici dell’intera nazione. Una spesa di 400 milioni di euro assolutamente inutile, visto che questi farmaci vengono utilizzati per la cura di patologie per cui non sono necessari.

A rivelarlo è Guido Rasi, direttore dell’Agenzia italiana del farmaco, il quale ha illustrato i risultati della terza edizione della campagna “Antibiotici, difendi la tua difesa. Usali con cautela”. L’abuso di questa categoria di farmaci sarebbe non solo controindicato, ma anche estremamente dannoso: l’uso non corretto può sviluppare delle resistenze, a tal punto che si parla di vera e propria emergenza sanitaria.

La crescita dei consumi legata a un uso non appropriato degli antibiotici è una delle principali cause dello sviluppo dell’antibiotico-resistenza, un fenomeno che costituisce in tutto il mondo un’emergenza di salute pubblica. Nel nostro Paese si registra un uso elevato di alcune classi di antibiotici in particolare, come i chinoloni e le cefalosporine, che andrebbero riservate alla cura di patologie particolarmente gravi. Anche a livello ospedaliero si registra un aumento del consumo di questi prodotti.

Gli antibiotici sono da assumersi solo dopo la precisa indicazione del proprio medico curante. Ogni anno circa il 44% degli italiani riceve almeno una prescrizione per questi medicinali ma, mentre al Nord viene seguita una procedura di assunzione vagamente corretta, al Sud i pazienti si affidano all’approssimazione e al sentito dire. La maglia nera va alla Campania, con circa 37,63 dosi giornaliere superflue somministrate.