Qual è il reale impatto dei farmaci usati in gravidanza e allattamento? Le indicazioni riportate sui medicinali contengono sempre informazioni a riguardo, spesso sconsigliandone l’uso nelle future mamme o nelle donne che allattano al seno, tuttavia nella maggioranza dei casi si tratta di un monito privo di fondamento scientifico ma basato sulla prevenzione.

A fare chiarezza sui rischi legati all’uso dei farmaci in gravidanza, o durante l’allattamento al seno, è uno studio statunitense condotto dai ricercatori della Texas Tech University School of Medicine. Due terzi dei medicinali sul mercato, infatti, non dispone di studi approfonditi che si basano su test condotti in queste condizioni, pertanto quello che gli studiosi consigliano è un costante consulto con il proprio medico, per valutare ogni singolo caso.

L’esclusione a priori di un farmaco per una donna incinta, o per una neo mamma, quindi, è una soluzione estrema, anche perché esistono senza dubbio medicinali alternativi pensati proprio per tenere lontani tutti i possibili effetti collaterali. Lo studio mette in evidenza come il terreno più delicato sia quello dell’allattamento al seno, spesso escluso dagli studi preliminari effettuati sui farmaci, soprattutto per quanto riguarda antidepressivi e antipsicotici talvolta prescritti alle donne dopo il parto, per curare eventuali stati depressivi.

«Il numero di farmaci in circolazione aumenta considerevolmente ogni anno e ciò rende particolarmente complesso tenersi al passo nel campo dell’allattamento al seno, soprattutto perché, quando vengono immessi sul mercato, i nuovi farmaci tendono a non disporre di informazioni sulle interazioni con l’allattamento. Secondo le nostre stime, meno del 33 per cento dei farmaci in commercio dispone di dati sul loro utilizzo durante l’allattamento. Stiamo facendo del nostro meglio per effettuare degli studi sui farmaci maggiormente utilizzati dopo il parto, in particolare anti-depressivi e anti-psicotici. Ci auguriamo che gli studi sull’allattamento diventino un obbligo di legge per l’immissione sul mercato dei farmaci.»

Da approfondire con ulteriori studi, inoltre, sarebbe anche l’effetto sull’allattamento al seno di anticoncezionali e antibiotici, per verificare una possibile trasmissione di principi potenzialmente nocivi al bambino attraverso il latte materno. Questo, in definitiva, è quello che auspicano gli stessi ricercatori.