L’uso di medicinali sui piccoli è un tema molto dibattuto, e risale a pochi mesi fa l’allarme lanciato dai pediatri riguardo l’abuso di antibiotici per curare malattie e malesseri molto comuni nell’infanzia, che spesso non necessitano una terapia di questo tipo.

È sempre da parte degli esperti nel settore che arriva un altro ammonimento riguardo il potenziale rischio di effetti collaterali indesiderati legato proprio all’uso di alcuni farmaci nei bambini. Questa volta si punta il dito contro la sperimentazione non abbastanza approfondita, e a mettere in evidenza il problema sono i pediatri della “Società Italiana di Pediatria” riuniti in un congresso tenutosi a Milano.

Un bimbo su dieci potrebbe manifestare reazioni inattese in seguito alla somministrazione di alcune sostanze; non si tratta, tuttavia, di un uso scorretto dei medicinali utilizzati al di fuori delle prescrizioni mediche, ma bensì di effetti collaterali legati a una comune terapia consigliata dal pediatra.

La causa di questo problema deve essere cercata nella carente sperimentazione dei farmaci, mirata a identificare possibili problematiche sugli individui adulti ma non altrettanto efficiente nel vagliare le reazioni che potrebbero colpire un soggetto in tenera età.

Sono stati gli stessi pediatri, tuttavia, a minimizzare l’entità di questi possibili effetti collaterali, solo in rarissimi casi considerati gravi. Si tratta perlopiù di reazioni cutanee risolvibili abbastanza facilmente senza che la salute dei bambini possa essere compromessa.

Fondamentale, pertanto, è far assumere medicinali ai minori seguendo scrupolosamente le indicazioni del pediatra e rispettando i tempi e i modi di somministrazione. Se si tratta di neonati, inoltre, è necessario prestare una maggiore attenzione poiché, spesso, possono reagire ai farmaci in modo differente rispetto ai bambini più gradi.

Quali sono le principali regole per limitare i rischi? Prima di tutto è bene affidarsi sempre al consiglio del medico, evitando iniziative personali e cercando di non somministrare un farmaco insieme al cibo, come ad esempio il latte. In alcuni casi, infatti, gli alimenti possono limitare o rendere nullo l’effetto del medicinale.

Anche nel caso in cui il malanno del bambino possa essere facilmente curato con i farmaci da banco (basta pensare ai classici antipiretici usati in caso di febbre), meglio attenersi alle indicazioni del foglietto illustrativo per quanto riguarda le dosi, che spesso variano a seconda della fascia di peso, e soprattutto rispettando l’intervallo di ore tra una somministrazione e l’altra.