Dal 7 aprile fino al 14 agosto, Les Arts Decoratifs di Parigi celebra i 30 anni della sua apertura con l’esposizione “Fashion Forward, 3 siècles de mode (1715-2016)”, un’occasione unica per seguire la storia del costume dal XVIII secolo ad oggi.

Attraverso abiti, bozzetti, riviste di moda e fotografie, sarà possibile scorrere come è cambiato non solo il modo di vestire ma anche la percezione del corpo della donna e il suo mostrarsi.

Galleria di immagini: Fashion Forward, la mostra da non perdere a Parigi

Tanti i motivi per programmare una visita al museo Les Arts Decoratifs in occasione di un viaggio a Parigi: eccone cinque.

  1. Il museo Les Arts Decoratifs, aperto nel 1986, vanta oggi una collezione di oltre 150mila pezzi tra tessuti e abiti antichi, capi d’alta moda e immagini di prêt-à-porter, ma anche accessori, cappelli e scarpe, senza contare i disegni e le fotografie degli archivi di stilisti di primo piano come Elsa Schiaparelli, Madeleine Vionnet e Cristobal Balenciaga.
  2. Le quasi 300 opere in mostra disegnano l’evoluzione dell’abito secondo i suoi creatori, i suoi clienti e secondo le epoche differenti; al di là delle tecniche utilizzate e delle diverse creazioni, la moda si presenta così come un incredibile strumento per leggere la storia e il modo di vivere nei secoli.
  3. Ancor più affascinante, poi, quando la moda smette di parlare soltanto a se stessa e di se stessa e inizia un dialogo con le arti del suo tempo, secondo quanto insegnato anche da figure di spicco dell’alta moda come Charles-Frederick Worth, Jacques Doucet, Paul Poiret, Jeanne Lanvin, Madeleine Vionnet, Gabrielle Chanel, Christian Dior e Yves Saint Laurent. Così, in modo del tutto inedito, l’esposizione restituisce ognuna delle stagioni della moda nel suo contesto umano, artistico e sociale, sottolineando le affinità elettive che intrattiene con le arti decorative: le boiseries del XVIII secolo, le “panoramiques” di Zuber, le illustrazioni di Paul Iribe per “Le Robe de Paul Poiret” o le porte con gli intarsi che ripetevano la trama della paglia di Vienna immaginate da Jean-Michel Frank per lo scrittore François Mauriac, tutto va a confluire in un immaginifico viaggio attraverso le espressioni e le metamorfosi della moda.
  4. Al fine di disegnare una storia della moda che sia anche storia di corpi e di seduzione, la direzione artistica della mostra è affidata al britannico Christopher Wheeldon, uno dei più famosi e affermati ballerini e coreografi al mondo (si deve a lui, tra l’altro, il celeberrimo adattamento del film “Un Americano a Parigi” di Vincent Minnelli). Accompagnato dallo scenografo Jérôme Kaplan e dalla sua assitente Isabelle Vartan, Wheeldon ha saputo imprimere sensualità e poesia all’esposizione, ridando vita alle opere esposte con una grazia e una leggerezza inedite.
  5. Sponsor della mostra è H&M, presente tra l’altro con alcuni capi tratti dai suoi archivi, tra cui un look della prima designer collaboration con Karl Lagerfeld nel 2004. H&M, inoltre, ha collaborato con il Musée des Arts Décoratifs di Parigi per lo sviluppo della nuova collezione H&M Conscious Exclusive, ispirata agli archivi del museo e in arrivo sul mercato il prossimo 7 aprile in concomitanza con l’apertura della mostra. Da qui nasce una collezione artistica, contemporanea e allo stesso tempo sostenibile (i tessuti utilizzati comprendono seta biologica, canapa, lino riciclato), completata da accessori decorati e bijoux d’ispirazione art déco.