Allarme privacy per le donne che si sottopongono alla fecondazione assistita. Il senatore del Partito Democratico Ignazio Marino ha denunciato quella che teme essere una schedatura di massa delle coppie che cercano di diventare genitori attraverso metodi non naturali.

Secondo un emendamento contenuto nel decreto Milleproroghe, il Ministro della Salute può richiedere ai centri per la fecondazione assistita dati sensibili sulle pazienti in trattamento.

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Per le strutture vi sarebbe quindi l’obbligo di fornirli, senza omettere nemmeno i nominativi, poichè ciò non viene esplicitamente escluso. Sostanzialmente il Ministero potrà attingere a dati personalissimi come per esempio i cicli ormonali delle pazienti, e sapere tutto sulla loro gravidanza e sul perchè si è resa necessaria la fecondazione artificiale.

Non si tratterebbe quindi di semplici statistiche sui risultati ottenuti da un certo tipo di trattamento, o di informazioni in forma anonima utili solo a scopi scientifici. Secondo il senatore Marino, di professione medico chirurgo, questo è un fatto gravissimo.

Non tutti ovviamente sono d’accordo. Dal Centro nazionale Trapianti Nanni Costa fanno sapere che la decisione risponde a una direttiva comunitaria e che i dati serviranno a capire come viene applicata la normativa in Italia. Il flusso di dati previsto riguarderebbe, quindi, solo le procedure di qualità, le norme di sicurezza e tracciabilità legate a ogni specifico centro medico.

Entrato in vigore nelle scorse settimane e oggetto di forti critiche, il decreto Milleproroghe è infatti una sorta di maxi contenitore che contiene le questioni più disparate, compreso lo slittamento del bonus maternità, fino all’emendamento sulla fecondazione assistita.

Trattandosi di una tematica assai sensibile e considerata la rigida posizione bio-etica sempre assunta dal governo, in molti si aspettano una precisazione su quali siano effettivamente i dati sensibili di cui avrà bisogno il Ministero.