Le chiamano mamme-nonne e sono sempre in aumento, donne spesso over ’50 che decidono di ricorrere alla fecondazione assistita per concepire un figlio. C’è però chi vorrebbe imporre un limite a questa pratica, limitando la possibilità di ricorrervi alle aspiranti madri che non hanno raggiunto i 43 anni.

A proporre questa nuova legge sono le Regioni, che auspicano l’avvio di un regolamento nazionale che definisca l’accesso ai trattamenti di fecondazione artificiale rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale: il limite di età per le donne dovrebbe quindi uniformarsi a 42 anni, 11 mesi e 29 giorni.

Una normativa di questo tipo dovrebbe quindi uniformare le attuali regole in materia di fecondazione assistita che variano da regione a regione, basta pensare alla recente iniziativa messa in atto in Veneto di innalzare il tetto massimo per accedere ai trattamenti fino a 50 anni.

In realtà il discorso è molto più ampio, poiché entrano in gioco anche problematiche che vanno oltre l’età anagrafica. Attualmente gli specialisti non possono comunque effettuare trattamenti di fecondazione in vitro su donne non soggette a una menopausa precoce, e sono in molti a ribadire come sia fondamentale anche analizzare le condizioni generali della paziente. Il presidente del Sismer (Società italiana studi medicina della riproduzione) Luca Gianaroli ha ribadito questo concetto.

“L’accesso alla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) non dovrebbe essere deciso su un dato meramente anagrafico, ma su parametri come il dosaggio ormonale dell’fsh e dell’amh, la regolarità dei cicli mestruali, il peso della paziente e la sua storia clinica.”

La proposta delle Regioni arriva in un momento particolare, a pochi giorni da una nascita a dir poco da record che ha scatenato non poche polemiche: una donna di 57 anni di Salerno ha dato alla luce due gemelle, evento definito straordinario e decisamente eccezionale anche dallo stesso personale medico.

Solo per dare un’occhiata alla situazione generale italiana, i dati Istat ci informano che sono circa 1200 i neonati partoriti ogni anno da madri di età compresa tra i 45 e i 50 anni, e sono almeno dieci all’anno le donne che si recano all’estero per poter ricorrere senza limiti alla fecondazione assistita eterologa utilizzando ovociti donati da altre donne.

Fonte: TgCom