La fecondazione assistita è un aiuto importante per tutte quelle coppie che non possono avere bambini in modo naturale. Il termine descrive, appunto, l’intervento necessario a portare avanti il processo di fecondazione di un ovocita e a creare quindi un embrione che poi si trasformerà in feto, e infine in un bel bambino.

Questo metodo può esser eseguito in varie tipologie, le cui principali sono “in vivo” e “in vitro”. La seconda prevede una tecnica particolare, chiamata FIVET (acronimo di fecondazione in vitro ed embrio-transfer), complessa e invasiva ma che può portare a buoni risultati.

Proprio riguardo alla FIVET è stata fatta una recente scoperta, secondo la quale il DNA di coloro che sono stati concepiti con questa procedura presenta alcune particolarità e proprio per questo motivo i bambini sarebbero poi più vulnerabili in fase di crescita.

La ricerca è stata condotta negli Stati Uniti ed è stata pubblicata su Human Molecular Genetic Journal. Come riporta Kataweb, per mesi è stata registrata l’attività di regolazione dei geni dei piccoli embrioni e sono state messe un luce una serie di differenze che possono coinvolgere lo sviluppo dell’embrione. Alla lunga, poi, queste possono portare ad un aumento delle possibilità di ammarlarsi di diabete o di obesità.

Gli studi hanno inoltre evidenziato che nei bambini nati con la fecondazione in vitro le cellule diventano attive in ritardo, a causa del livello di duplicazione di queste che è leggermente più lento rispetto ai bambini concepiti naturalmente.

La ricerca non è, purtroppo, riuscita a dimostrare la causa di queste differenze. Se in futuro ci riuscissero, potrebbe esser fatto un grande passo avanti per spiegare la causa delle perdite di peso e i disordini metabolici dei bambini nati in questo modo.