Vincere un figlio alla lotteria. O meglio, una fecondazione assistita per farlo. Sembra lo scenario da un libro di Philiph Dick, invece in Gran Bretagna è realtà. La Ivf Lottery metterà in palio, ogni mese, un trattamento per la fertilità da 25mila sterline nelle migliori cliniche per aspiranti mamme.

Nel paese europeo che per primo ha legiferato su queste tecniche, forse non si è mai arrivati a una popolarità simile: la fecondazione in vitro come un’auto di lusso, un bella vacanza. Dal prossimo 30 luglio i sudditi della regina, che siano coppie etero o omosessuali, single, giovani e meno giovani, potranno sfidare la sorte – acquistando il biglietto da 22 sterline (circa 22 euro) – e tentare di portarsi a casa la cura per soddisfare la loro voglia di diventare genitori.

Giusto o sbagliato, raccapricciante o semplicemente postmoderno, questo fatto racconta meglio di tante analisi sociologiche come sta cambiando la nostra società: la vita viene vissuta come una lotteria, una scommessa in un mondo ostile.

Ma racconta anche del fallimento di certe politiche sanitarie: in Inghilterra non è consentita una seconda chance alle coppie che tentano la fecondazione assistita nelle strutture pubbliche (causa tagli), e le cliniche private costano moltissimo. La legge della domanda e dell’offerta ha fatto il resto.

Dietro questa idea c’è la Hatch, che si occupa di informazione e assistenza agli aspiranti genitori. Il sito si era già fatto notare nel 2010 per aver messo in palio, sempre per farsi pubblicità, degli ovuli venduti da una donna.

Se si ha la fortuna di vincere il jackpot, l’associazione pensa a tutto: ospitalità nella clinica, nell’albergo, spostamenti con autista. E ci sono tante altre strade se la fecondazione non dovesse andare in porto: donazione di ovuli, di sperma, persino madri surrogate. Un figlio a tutti costi. Dopotutto, si è comprato il biglietto.