La tecnica della fecondazione in vitro consiste nell’estrarre gli ovuli dalle ovaie, fecondarli in laboratorio e, poi, depositarli nell’utero, viene indicata nel caso in cui le trombe di Falloppio sono ostruite, o in alcune forme di endometriosi e patologie del collo.

La Fecondazione In Vitro si svolge in tre fasi:

La prima fase è quella della stimolazione, dove al terzo giorno del ciclo mestruale si iniettano ormoni per stimolare i follicoli. Una volta maturi, l’ovulazione viene provocata da un’altra iniezione di ormoni (HCG).

La seconda fase consiste nel  prelievo: eseguito con anestesia locale, si prelevano gli ovociti maturi  attraverso un tubicino ed un ago che vengono introdotti in vagina. Tale intervento può provocare un leggero fastidio. Esso permette di prelevare il liquido follicolare che successivamente verrà inserito in tubo di vetro a 37°C.

Lo sperma sarà prelevato qualche ora prima (o scongelato lo stesso giorno) e gli spermatozoi vengono separati dal liquido seminale e conservati anche essi a 37°C.

La terza fase quella della fecondazione,  cioè l’unione ovulo-spermatozoo si effettuerà lo stesso giorno del prelievo, per cui è necessario ottenere un campione di seme dal partner.  Dopo due giorni, l’uovo inizia a dividersi e può essere trasferito nell’utero attraverso  una sottile cannula di plastica.

Una volta noto il numero di embrioni viabili, si decide quanti verranno trasferiti, mentre gli altri verranno  immagazzinati nella banca di embrioni per eventuali tentativi. Il numero di embrioni da trasferire verrà stabilito in base a diversi parametri come la qualità embrionale, le caratteristiche e l’età della paziente.

In generale si trasferiscono 1 o 2 embrioni e solo eccezionalmente se ne possono trasferire 3, il numero massimo previsto dalla legge.Solamente un quarto degli embrioni riusciranno ad annidarsi. Le possibilità di restare incinta tramite questa tecnica,  oscilla tra il 15 al 20%.

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