Quando si dice essere “una ragazza d’oro” solitamente non si intende nulla legato allo sport, ma quando quella ragazza è Federica Pellegrini, allora il discorso cambia e ogni riferimento alle sue prestazioni in vasca è assolutamente necessario e non casuale.

La nuotatrice azzurra è davvero una ragazza d’oro, quasi letteralmente. Infatti, dopo aver conquistato la medaglia più prestigiosa nei 400 metri stile libero ai Mondiali di nuoto di Shanghai, la campionessa veneta si è ripetuta anche nei 200, entrando di fatto nella storia per essere la prima atleta a vincere nella doppia distanza in due diverse edizioni dei Mondiali, ovviamente considerando le sue precedenti vittorie ottenute a Roma nella passata edizione.

Il successo della nuotatrice italiana è arrivato con un tempo di 1’55″58, che le ha consentito di rimontare lo svantaggio iniziale accumulato soprattutto nei confronti dell’olandese Hemskerk, dominatrice fino a tre quarti di gara ma poi crollata sul finire chiudendo al settimo posto. Dietro l’italiana si è piazzata quindi l’australiana Kylie Palmer, con 1’56″04, e la francese Camille Muffat, che ha chiuso in 1’56″10.

Galleria di immagini: Federica Pellegrini

Entusiasmo alle stelle quindi per Federica Pellegrini, che nel dopo-gara ha dichiarato a caldo:

“Ci ho creduto sempre, fino alla fine. Sono andata in acqua sperando che sbagliassero le altre. No, sono contenta di averci creduto davvero fino alla fine. Sono molto felice. Nella leggenda? Ancora me ne devo rendere conto. La Hemskerk si è scoperta in semifinale e ho capito come avrebbe gareggiato. Paura di fallire? Era la mia gara, non potevo permettere a nessun altro di strapparmela. Continua a regalarmi grandi emozioni”.

Stride un po’ con la gioia del nuoto azzurro la sconfitta del Setterosa, che dopo aver superato ai rigori l’Australia nei quarti di finale ha ceduto il passo alla Grecia in semifinale salutando così la possibilità di accedere alla finalissima che assegnerà le due medaglie più importanti.

La sconfitta è arrivata con il punteggio di 14 a 11 nonostante le giocatrici elleniche si siano dimostrate obiettivamente superiori. Alle azzurre non sono quindi riuscite le prestazioni difensive viste contro le australiane e solo un vero e proprio moto d’orgoglio nel finale ha evitato di chiudere con un passivo più consistente.

Sfumati i sogni d’oro o d’argento adesso alle giocatrici italiane non rimane che tenere alta la concentrazione per la finale che varrà il terzo posto: una medaglia di bronzo che, nonostante tutto, significherebbe il ritorno ai vertici dopo 8 anni dall’ultima medaglia conquistata dalla pallanuoto in rosa ai mondiali.