La verità è spesso sottile come una cordicella. Come quella che Michele Misseri, zio di Sarah Scazzi, avrebbe utilizzato, per sua stessa ammissione, per strangolare la nipote in garage il giorno stesso della sua scomparsa. L’avrebbe confessato ieri, dopo tre ore di interrogatorio, in cui avrebbe sempre negato, fino a crollare. Fino alla doccia fredda finale: Franco Misseri avrebbe affermato di aver abusato di Sarah dopo averla strangolata.

Una vicenda che suscita il più grande ribrezzo, anche se ancora c’è attesa di conferme in corso, tra cui l’esame del DNA sul corpo ritrovato nel covo indicato da Misseri: un corpo nudo, di una ragazza bionda, ma irriconoscibile per il pessimo stato in cui versava. Quindi tutto ancora da confermare: anche la presunta colpevolezza va provata.

C’è incredulità da parte di tutti, dal procuratore di Taranto Franco Sebastio, alla famiglia che ieri sera in diretta a “Chi l’ha visto?” ha appreso la notizia dai giornalisti, che hanno suscitato lo sdegno del pubblico che l’ha interpretato come scarso rispetto nei confronti del dolore di una madre, al sindaco che ha proclamato il lutto cittadino, fino ai compagni di scuola, che oggi non sono entrati a lezione e anzi si sono recati in visita al luogo dove l’amica era stata abbandonata senza vita per oltre un mese.

La madre di Sarah si è chiusa in casa: ieri partecipava alla diretta di “Chi l’ha visto?” proprio da casa di Misseri, finché è stata invitata da Federica Sciarelli a lasciare l’abitazione.

Federica Sciarelli è ancora scossa per l’accaduto, come ha detto in diretta, mai e poi mai avrebbe voluto dare una simile notizia:

È stato terribile, terribile che la mamma debba aver appreso queste cose dai giornalisti. C’eravamo noi e i giornalisti che la chiamavano al telefono. E per questo ho detto alla madre di Sarah se voleva andare via e ho chiesto all’avvocato di accompagnarla. E speravamo di dare la contronotizia, speravamo e invece non è successo. Una cosa terribile. Se qualcuno degli inquirenti avesse detto alla donna qualcosa… Noi come tutti i giornalisti eravamo lì a cercare di capire cosa fosse successo.

Ancora incredulità per una vicenda che è stata fortemente mediatica fin dall’inizio e che ha scoperto un orrore che vedevamo solo nei telefilm e che quindi non potevamo credere accadesse nelle nostre case, nelle nostre comunità, in cui la morte non è un dato statistico da aggiornare continuamente e dove la vita umana ha ancora un valore per molti.