La guerra dei sessi continua. Dopo il primo capitolo, “Maschi contro femmine”, stavolta tocca al sesso debole prendersi la parte alta del titolo: “Femmine contro maschi“, il nuovo film di Fausto Brizzi, da venerdì nelle sale cinematografiche distribuito in 700 copie.

Numeri importanti per un’idea tanto semplice quanto efficace: se la vita fosse una collezione di figurine, e lo sport fosse stabilire, di volta in volta, chi ha vinto tra i due sessi, che storia racconteremmo? Che personaggi vedremmo?

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In questa logica, chi ha amato il primo film non potrà certo perdersi il secondo, uno “spin off”, cioè una costola che sviluppa i personaggi secondari della prima pellicola, dove a farla da padrone saranno Luciana Littizzetto, Emilio Solfrizzi (moglie e marito nel film), Ficarra e Picone, Claudio Bisio, Nancy Brilli, Serena Autieri, Francesca Inaudi.

Non esistono altri esempi nel cinema italiano di supercommedia integrata come l’ha pensata Brizzi: un libro a quattro mani con Pulsatilla che ha preparato la base per la sceneggiatura, l’intera storia girata contemporaneamente e montata in due film, colonna sonora originale sorretta dall’inedito “Vuoto a perdere” di Vasco Rossi cantata da Noemi.

Nella nuova epoca d’oro della commedia all’italiana sono bandite le scollacciature e le battutacce, il nuovo stile è lavorare sugli stereotipi con una vena di critica sociale un po’ sarcastica. Insomma, si sta tornando a piccoli passi ai Dino Risi e agli Alberto Sordi. Lo si era capito con “Ex”, con “Notte prima degli esami”, ora con il dittico sulla guerra dei sessi il rinnovamento è decisamente avviato.

Senza svelare troppo del film, si può dire che si intrecciano tre storie: nella prima, la Littizzetto (padrona di casa, il set è completamente torinese) cerca di cambiare il marito benzinaio approfittando di una sua amnesia, salvo scoprire di preferirlo com’era prima; nella seconda, i poveri Ficarra e Picone si dedicano alla loro smodata passione per i Beatles di nascosto alle rispettivi consorti; nell’ultimo episodio, Claudio Bisio e Nancy Brilli sono due separati che si riconciliano, forse, grazie alla cardiopatia della mamma di lui, una tenerissima Wilma De Angelis.

Ma tutto è finzione, tutti si raccontano una storia che non corrisponde alla realtà, e questo perché, secondo la tesi del regista, le donne insistono a cercare di cambiare gli uomini mentre gli uomini preferiscono cambiare donna. False promesse, bugie pietose, fallimenti miserevoli. A molti piace, secondo alcuni critici ci sono troppi luoghi comuni.

Attenzione, però, donne: stavolta pare proprio che la morale conclusiva del film sia a favore dell’uomo. Forse che ci voglia un terzo e definitivo film per la sintesi?