UPDATE 3 gennaio 2014: La giovane indiana stuprata per due volte da un gruppo di giovani nei pressi di Calcutta e poi bruciata viva aveva 12 anni, secondo quanto rivela oggi il quotidiano The Hindustan Times, e non 16 come riportato ieri sempre dai media.

L’ennesima violenza di gruppo in India, l’ennesima vita spezzata dall’ignoranza e le barbarie di uomini più simili a bestie che ad esseri umani. E’ iniziato tutto lo scorso ottobre a Nuova Delhi, quando una sedicenne è stata selvaggiamente stuprata da 6 ragazzi nei pressi della sua abitazione, a  Madhyagram, 25 chilometri a nord di Calcutta. Dopo aver denunciato il sopruso la ragazza, al ritorno dal commissariato, è stata nuovamente violentata dagli stessi individui che, il 23 dicembre, hanno deciso di bruciarla viva provocandole delle ferite mortali. Lo scorso 23 dicembre, infatti, la giovane è morta in ospedale.

“Ci ha rilasciato una dichiarazione sul letto di morte, davanti ai medici, e ha detto che ad appiccare il fuoco sono state due persone vicine agli accusati, che l’hanno sorpresa a casa da sola il 23 dicembre”, ha raccontato alla France presse l’agente di polizia Nimbala Santosh Uttamrao. I primi arresti sono stati eseguiti ieri, due mesi dopo l’avvio delle indagini.

Una vicenda che ricorda tanto la triste storia della studentessa di 23 anni violentata in un autobus di Delhi nel dicembre 2012 e morta dopo due settimane di agonia. Un’aggressione che scioccò l’opinione pubblica in India spingendo migliaia di indiani, donne e uomini, a denunciare l’inazione della polizia e della giustizia di fronte ai crimini sessuali. Una storia che, a distanza di un anno, si ripete ancora, sconvolgendo gli animi di tutto il mondo, ma soprattutto di numerosi attivisti indiani che chiedono al governo una rapida risoluzione.

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