Trovo difficoltà a scrivere per l’ennesima volta una notizia del genere. Trovo difficoltà perché oltre ad aver terminato le parole, comincio anche a non percepire più il dolore e la rabbia nel sapere che una donna, l’ennesima nel giro di poche settimane, è stata uccisa per mano dell’uomo che l’amava o meglio, che diceva di amarla. Trovo difficoltà perché tali notizie stanno pian piano diventando l’abitudine, e perché tutti i racconti che ho letto sulle condizioni delle donne in paesi culturalmente più arretrati del nostro improvvisamente sembrano essersi spostati dalle pagine di un libro alla realtà che mi circonda.

Ieri mentre ritrovavano il corpo di una donna in un bagagliaio della macchina del suo ex, un’altra ragazza è stata sfregiata con l’acido da un uomo non ancora identificato, e questa mattina una terza signora è stata sparata dal marito che si è poi tolto la vita.

Quando leggo queste notizie inizio a pensare “normale amministrazione”: dall’inizio dell’anno sono 78 le vittime di femminicidio, 10 al mese, una ogni due giorni e mezzo. Poi rabbrividisco: non è normale amministrazione ammazzare la propria donna, infliggerle violenza, umiliarla davanti ai propri figli. Attendiamo speranzosi una legislazione più attenta che con ogni probabilità comincerà ad essere applicata entro la fine di agosto, non sarà la salvezza, ma finalmente, forse, cominceremo a renderci conto che la normalità non può essere questa.

(Foto by InfoPhoto)