L’argomento sta facendo discutere tanto, accende gli animi di uomini e donne e, talvolta, oscura la mente di coloro che non riescono ad affrontare una tematica tanto delicata senza farsi prendere da impulsi irrazionali.

La storia di Don Piero Corsi e del suo volantino ha fatto discutere più di quanto ci si aspettasse. L’uomo a fronte delle migliaia di critiche fattegli, non ha probabilmente capito cosa significhino le sue parole e quanto importante sia il suo ruolo di predicatore e persona di Chiesa in una società fortemente imbastita con la religione, come la nostra. Il parroco si è ritirato per un periodo di riposo, sulla spiaggia di San Terenzo Lerici, proprio davanti alla chiesa, 1500 persone si sono riunite in una fiaccolata per protestare contro le idee di quel “benedetto” volantino (foto by infophoto), e all’interno della Chiesa si è sfiorata la rissa perché alcuni manifestanti hanno interrotto una liturgia.

Su questo canale di Leonardo.it dedicato alle Donne, è stato acceso un forte dibattito con commenti anche pesanti che suggeriscono l’idea di un accanimento maschile contro la donna in stile fanatico-musulmano. Parole che fanno pensare a quanto deboli possano essere gli uomini di oggi, a quanto incapaci di autonomia e fortemente urtati dall’indipendenza che, finalmente, le donne stanno acquisendo con gli anni. Traspare una situazione difficile nella quale non si riesce a distinguere il confine che intercorre tra la giustizia e la violenza, e le parole di Don Piero Corsi non hanno fatto altro che rendere ancora più labile questo sottile limite.

E’ questa la responsabilità sociale di un uomo di chiesa in cui si faceva riferimento nei precedenti post: un’istituzione non può permettersi di esprimere pareri personali, perché di questo si è trattato. Se anche la Curia ne ha preso le distanze (pur difendendolo e proteggendolo per principio corporativistico), abbiamo la conferma della gravità di certe dichiarazioni. E la gravità maggiore è che molti, forse orbi, si son sentiti legittimati ad andargli dietro e ad affondare il coltello.