22 il numero delle donne uccise nel nostro Paese nel 2013, tra i 25 e i 54 anni è l’età delle vittime, 7 su 10 morte in ambito familiare, il 32% avviene a causa di un sentimento di possesso patologico da parte di un uomo, il 60% delle volte l’omicidio avviene in una relazione intima e nel 25% dei casi il rapporto sessuale o si era appena concluso o stava per iniziare; il 63% degli omicidi avviene in casa, a volte anche sotto gli occhi di figli e parenti. Sono questi i numeri (raccolti nel Rapporto annuale della Casa delle donne di Bologna), che raccontano uno dei problemi sociali più preoccupanti dei giorni nostri.

Mentre i politici litigano per una poltrona, la gente disquisisce animatamente sull’illegittimità del matrimonio gay e la Chiesa si preoccupa di gestire le sue ricchezze nel modo più fruttuoso possibile, 22 donne in Italia hanno perso la vita. Assurdo pensare che sia la prima causa di morte per le giovani donne e che nessuno abbia affrontato l’argomento nelle recenti proposte di legge in campagna elettorale.

Difficile prendere coscienza della problematica? Poco credibile. Poco credibile che le voci strazianti delle mamme che hanno perso le loro figlie a causa di un uomo non arrivino alle orecchie di un pubblico inerme, incapace di muovere un dito anche di fronte ad episodi di violenza accaduti davanti ai loro occhi, nelle strade che abitano, nelle città che vivono. Vogliamo chiamarlo menefreghismo? Vogliamo definirla omertà, codardia, superficialità? Fate vobis, un nome vale l’altro. Tutte nascondono dietro di esse lo spettro dell’ignoranza: se solo l’essere umano fosse meno ignorante, probabilmente capirebbe l’importanza del ruolo della donna a fianco all’uomo nella società.

Se qualcuno in questa marmaglia di teste gloriose che ci rappresenta, iniziasse a capire tutto ciò e a destinare risorse anche ai centri antiviolenza, a rafforzare le reti di contrasto ad essa tra istituzioni e privato sociale qualificato, ad effettuare una corretta formazione di operatori sanitari, sociali e del diritto, perché sempre più donne possano sentirsi meno sole e divenire consapevoli che sconfiggere e sopravvivere alla violenza è possibile, forse mangiare guardando il telegiornale rovinerebbe di meno la digestione. Forse.

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