Un’altra vita spezzata, un’altra donna uccisa da un uomo o meglio, colui che era il suo uomo. E’ avvenuto a Lugnano in Teverina questa mattina, 14 aprile, dove un uomo originario di Amelia è entrato nell’abitazione dell’ex moglie a Borgo Rivo e dopo aver atteso che il figlio sedicenne uscisse per andare a scuola, ha preso a martellate la donna infliggendole anche una profonda ferita con un’arma da taglio.

Le urla provenienti dall’appartamento sono state raccolte da una vicina che ha subito dato l’allarme al 113; gli agenti non sono riusciti ad entrare nella casa, ma facendo un giro di perlustrazione intorno al palazzo hanno visto che sul terrazzo un uomo sporco di sangue cercava di lavarsi.

Dopo aver forzato la serratura hanno trovato l’uomo in stato confusionale che, inizialmente, non voleva piegarsi agli ordini degli agenti, costretti a estrarre la pistola d’ordinanza per farlo sdraiare a terra. Hanno poi trovato la donna riversa a terra in un lago di sangue.

Dall’inizio dell’anno a oggi, nonostante l’approvazione della legge contro il femminicidio, le cose sembrano non cambiare: calano gli omicidi, ma non le violenze contro le donne: nel primo bimestre del 2014 sono avvenuti ben 15 femminicidi, ma nei primi giorni di marzo il numero è velocemente salito a 20.

Dati che continuano a preoccupare anche il ministro Alfano che in occasione dello scorso 8 marzo aveva così commentato: “Dobbiamo non solo vigilare ma intervenire duramente. Le indagine molto spesso ci portano a prendere il colpevole ma non dobbiamo mollare la presa. Le leggi approvate rappresentano un’unica scelta: lo Stato e il Governo stanno dalla parte delle donne“. “Sono 40mila – ha concluso Alfano – le denunce fatte per stalking dal 2009 a oggi, questo dimostra che una legge serviva. Lo stalking rappresenta il presupposto di reati più gravi“.

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