Altre 3 vittime in 2 giorni. Sembra quasi che più si parla di femminicidio e più questo avvenga. Quasi fosse una moda.

Cammini per strada e incontri coppiette di adolescenti hip hoppari che scherzano alzandosi le mani a vicenda. E’ il loro modo un po’ animalesco di cercarsi, di avvicinarsi, un po’ incoscienti, un po’ eccitati. I loro discorsi talvolta sono forti: “Ora ti picchio” dice lui, “Provaci che ti faccio a pezzi” risponde lei. Giocano, è vero. Però il gioco, ce lo spiegano gli psicologi, è simulazione, mera imitazione di ciò che fanno gli adulti. E gli adulti, talvolta, si ammazzano.

Occorre intervenire, lo sappiamo tutti, e ora ne prendono coscienza, ci sarebbe da dire finalmente, anche i politici italiani. Primo fra tutti il Ministro per le pari opportunità, dello sport e delle politiche giovanili Josefa Idem che in un’intervista al Tg3 ha dichiarato: “Centoventisette femminicidi nel 2012, 25 dall’inizio dell’anno. È inaccettabile, occorre intervenire con più forza: voglio creare una task force che si occupi di questo tema in modo trasversale, che coinvolga il ministero della giustizia e quello dell’interno, voglio lavorare insieme a loro”.

Operativamente, per la Idem “la prima cosa da fare è conoscere il fenomeno a fondo: istituire un osservatorio nazionale che studi la violenza di genere”. L’unione fa la forza e per sconfiggere il mostro del femminicidio è necessario che i rappresentanti di Pari opportunità, dell’Interno e della Giustizia, ma anche i ministeri della Salute, del Lavoro e dell’Istruzione. Al loro fianco sarà indispensabile, poi, anche il ruolo delle associazioni che, lavorando sul campo e conoscendo direttamente i problemi delle donne che subiscono violenza e i profili degli uomini che la praticano, sono in grado di suggerire gli strumenti e le pratiche migliori.

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