Quanti conoscono la storia della maison Fendi? Non tutti, ragion per cui potrebbe interessare scoprirne un po’ di più. Nacque nel 1925 quando Adele Casagrande e il marito Eduardo Fendi aprirono un piccolo negozio di pelletteria e pellicce a Roma in Via del Plebiscito. Mai avrebbero immaginato che quello sarebbe stato il primo passo verso la costruzione di un impero del lusso che fattura ogni anno milioni di euro.

Alla morte di Edoardo subentrarono le 5 figlie (Paola, Anna, Franca, Carla e Alda), ognuna delle quali contribuì, specializzandosi in ambiti diversi, a far crescere l’azienda di famiglia. Paola, nata nel 1931, si occupò delle pellicce; Anna, nata nel 1933, della pelletteria, Franca del 1935  svolse la funzione di public relation e relazioni con i clienti; Carla, nata nel 1937, svolse la funzione di coordinamento aziendale e infine Alda, 1940, delle vendite.

Ma si sa, la fortuna è frutto di incontri. Nel caso della famiglia Fendi lo è quello nel 1965 con l’allora giovanissimo Karl Lagerfeld che entrerà a far parte del team creativo della maison rivoluzionandolo. Si deve a re Karl l’ideazione del logo formato da una doppia F nel 1966, logo necessario per la texture della fodera interna alle valige. Nel 1987, le redini creative della maison passano a Silvia Venturini Fendi (figlia di Anna Fendi e oggi direttore creativo degli accessori e della linea uomo oltreché Presidente di AltaRoma) che, nello stesso anno, lancia la linea giovane Fendissime che chiuderà, però, qualche anno dopo.

Galleria di immagini: Fendi, la storia

Nel 1989 viene aperta la prima boutique americana a New York, sulla Quinta Strada. Nel 2004 Fendi entra a far parte del gruppo francese del lusso LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy) guidato da B. Arnault; nel 2005 viene aperto Palazzo Fendi nel centro di Roma per celebrare i primi 80 anni di storia, nel 2012 Fendi celebra un altro importante compleanno: i 15 anni della celebre baguette (riprodotta in più di 600 modelli) a cui è stato dedicato da poco un libro,  con più di 250 fotografie, al quale hanno contribuito nomi come Achille Bonito Oliva e Banana Yoshimoto.

Grandi passioni della famiglia Fendi sono l’opera lirica, il cinema e il teatro. Alda Fendi, per esempio, dopo la vendita del marchio, ha creato nel 2001 una sua fondazione “Alda Fendi Fondazione-Esprimenti” al fine di  produrre esperimenti artistici in assoluta libertà creativa e molteplicità di linguaggi. L’ultimo spettacolo da poco presentato “Esperimenti di Quaresima” si è svolto presso gli Studios Ex-Stabilimenti Cinematografici De Paolis, La drammaturgia del ruolo femminile nel contemporaneo e le sue  ascendenze  storiche e rituali sono stati al centro di “Nel Tempio di Elefantina”, lo spettacolo originale concepito da Raffaele Curi per questo nuovo capitolo-evento degli Esperimenti.

A proposito di cinema, tra i tanti film, per i quali Fendi ha realizzato i costumi di scena ricordiamo  “L’età dell’Innocenza” di Scorzese del 1993 ed “Evita “con Madonna, nel 1996. Questo profondo legame con il cinema è stato oggetto di una mostra a Roma, nel 2013, intitolata “Making Dreams: Fendi and the Cinema” realizzata al Cinema Manzoni che, progettato da Mario Cavallè nel 1947, venne chiuso nel 2006 e riaperto per l’occasione. “Questa mostra è un modo per celebrare un dialogo fatto di affinità, nutrito dal desiderio di sperimentare raccontando storie e materializzando sogni” disse Silvia Venturini Fendi. In fin dei conti materializzare sogni non è ciò che caratterizza il mondo Fendi?