Cosa sanno le donne italiane sulla fertilità? Volere un figlio è una scelta abbastanza comune soprattutto nella fascia di età tra i 30 e i 40 anni, ma talvolta i tentativi di concepimento vanno in fumo e le cause sono spesso ignorate.

Per capire quanto sono informate le donne su gravidanza e fertilità è nata un’indagine promossa da AGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani) e Clearblue, che ha coinvolto oltre mille esponenti del sesso debole di età compresa tra i 18 e i 51 anni: ne è scaturito un ritratto abbastanza insolito che ha come caratteristica principale una notevole ignoranza in materia, nonostante quasi la metà delle intervistate abbia dichiarato di desiderare un figlio a breve.

Per quanto riguarda il calcolo dell’ovulazione, ad esempio, il 71 per cento conosce il meccanismo di base per cui questa avviene a distanza di circa 10 giorni dal ciclo mestruale, ma in poche sembrano sapere che per aumentare la probabilità di rimanere incinta è necessario individuare i giorni fertili. Poche le informazioni anche relative agli ormoni che regolano il ciclo, come il luteinizzante LH che segna l’avvicinarsi dell’ovulazione.

Il picco dei valori di questo ormone, infatti, rappresenta un chiaro segnale di ovulazione in corso, e può rivelarsi fondamentale se si cerca una gravidanza. Ma quali sono i metodi più usati per riconoscere l’ovulazione? La maggior parte delle donne si affida ai cambiamenti del corpo, ma non all’analisi dell’urina ad esempio.

La carenza di nozioni in materia di concepimento riguarda tuttavia prevalentemente la ricerca di una gravidanza, tanto che le intervistate sono sembrate maggiormente ferrate per quanto riguarda i vari metodi anticoncezionali che inibiscono l’ovulazione. In materia di potenziamento della fertilità, invece, la conoscenza è abbastanza scarsa.

Le donne conoscono bene, tuttavia, quali sono i principali nemici della fertilità femminile, come il fattore età: che con il passare degli anni, soprattutto dopo la soglia dei 35, le possibilità di concepimento si riducono progressivamente è noto al 63 per cento delle intervistate, mentre il 38 per cento conosce i rischi legati al consumo di alcol e fumo prima di una gravidanza.

Un buon 78 per cento, infine, è consapevole che eventuali problemi di fertilità possono anche riguardare il sesso maschile, non tanto in relazione all’età dell’aspirante padre e all’orologio biologico (con il quale anche gli uomini devono avere a che fare, anche se in misura minore rispetto alle donne) quanto a effettive patologie che possono essere accertate solo attraverso specifici esami medici.

Fonte: Clearblue