Alla vigilia della Festa della Donna arriva una classifica che illustra i posti migliori e peggiori per essere donne, non solo l’otto di marzo. Politica, istruzione, occupazione, salute: sono tanti i parametri considerati dall’associazione Equals e dal quotidiano britannico Indipendent per questo elenco, che vede la medaglia d’oro all’Islanda. L’Italia non è considerata, forse perché senza infamia e senza lode.

In occasione della Festa della Donna questa classifica prende in considerazione la qualità della vita al femminile a seconda di quello che si può o si vuole fare. Volete essere madri? Niente di meglio di meglio di Norvegia e Svezia. Volete una bella carriera universitaria? In Qatar gli uomini sono un sesto delle donne nelle facoltà.

Per quanto riguarda il lavoro femminile, dipende: se vi interessa l’unico paese al mondo dova la forza lavoro rosa è superiore a quella maschile, ci sarebbe il Burundi (ma è plausibile che guerre, carestie e sfruttamento diano un contributo speciale a queste statistiche), altrimenti meglio Thailandia e Lussemburgo, dove ci sono rispettivamente più donne nelle posizioni di vertice e gli stipendi migliori.

Quando sarete stanche dopo una vita di lavoro, andate in Giappone: lì le donne hanno un’aspettativa di vita di 87 anni, sette più degli uomini. E magari potete coltivare le vostre passioni artistiche, ma meglio fare una capatina in Svezia, imbattibile per le sovvenzioni alla cultura di stampo femminile.

Le classifiche sono insomma da interpretare, ma non per le posizioni più basse: fanalino di cosa restano sempre paesi come Afghanistan, Pakistan, Yemen, dove le donne vivono poco, guadagnano pochissimo, godono di poche chance di istruzione. Altri paesei arabi non hanno neppure una sola rappresentante femminile in parlamento (al contrario del Ruanda Ruanda: 45 degli 80 seggi sono rosa). Infine, se volete fare le giornaliste, prendete uno zaino, il dizionario di spagnolo e partite per i Caraibi: il 45% dei posti è occupato da donne.

Fonte: Indipendent