Oggi è la festa della donna, ma per Elsa Fornero c’è poco da festeggiare. Per il Ministro del Lavoro il sesso femminile ha purtroppo ancora molte lotte da intraprendere prima di veder riconosciuti i propri diritti, e il proprio valore:

«L’Italia sulle donne non è un Paese maturo. In un Paese normale le donne non dovrebbero reclamare i diritti. Dovremmo essere allo stadio nel quale le donne lavorano, magari con una certa flessibilità, perché questa è la normale vita di un adulto»

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Elsa Fornero, che ha parlato anche questa mattina dai microfoni di Radio1, non crede che per le donne sia giunta l’ora del tanto atteso riscatto, e teme che su di esse sia invece stato scaricato buona parte del peso causato dalle carenze strutturali del welfare italiano. Questo il suo intervento per la Festa della Donna:

«Sulle donne si è scaricata molta della flessibilità cattiva, e noi vorremmo separarla da quella buona. Proprio in questi giorni siamo impegnati in una riforma del mercato del lavoro che spero sarà inclusiva, cioè includerà e rafforzerà i segmenti deboli. E quello più debole è rappresentato proprio dalle donne. Per le donne è difficile farsi valere sul lavoro perché non abbiamo una società basata sul merito»

E i dati danno senz’altro ragione al Ministro: l’Italia è tra i paesi peggiori in Europa per l’occupazione femminile, sia in termini quantitativi che qualitativi. Le donne manager sono troppo poche rispetto ai colleghi uomini, e questo non dipende certamente da una minore volontà di emergere.

Questo fatto, inoltre, non danneggia solo le donne, ma l’intero paese, perché secondo i dati di Bankitalia se l’occupazione femminile salisse fino a un dignitoso 60%, il paese ne guadagnerebbe ben il 7% di Pil. In un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo un miglioramento del genere significherebbe la salvezza, perciò dare spazio e possibilità all’occupazione e all’imprenditorialità femminile deve diventare un obiettivo di tutti.

Ma il Ministro Fornero ha trattato anche un altro aspetto ancora più dolente e doloroso della vita delle donne, ed è quello della violenza. Quella minacciata e molto spesso anche esercitata dagli uomini di famiglia, dai padri, dai fratelli, dai compagni ed ex compagni, e persino dai figli maschi, e che appare con sempre maggior frequenza nelle pagine di cronaca nera:

«Di violenza ne abbiamo tanta, e troppa dentro la famiglia. In un periodo, poi, di assenza di crescita e mancanza di prospettive questa violenza esplode anche con maggiore frequenza»

Elsa Fornero ha tenuto quindi a precisare, come in un giorno considerato di festa e di omaggio al gentil sesso, sia invece bene ricordare quante cose ancora non funzionino e si rendano di ostacolo alla vita lavorativa e sociale della donna.

Fonte: Il Messaggero