Al terremoto e alle sue vittime è stata dedicata la parata di questo 2 giugno a Roma e che festeggia la Repubblica Italiana, nata nel 1946 a seguito del referendum con il quale si chiese al popolo di scegliere tra monarchia e repubblica. Si tratta di un evento che si svolge ogni anno, ma in questi giorni, a causa del sisma in Emilia, sono stati tantissimi a chiedere a gran voce di destinare il capitolo di spesa per aiutare gli sfollati. A questo proposito sono intervenuti il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e il premier Mario Monti.

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Pare comunque che anche per volontà di Giorgio Napolitano e Mario Monti la parata del 2 giugno sia stata in tono minore, per fra fronte a ben altre priorità scaturite dalle conseguenze del terremoto. Ma di fatto 2,8 milioni di euro sono stati preventivati per le spese: l’effetto, secondo la Rete, è stato quello “di chi va al ristorante e pensa ai bambini dell’Africa che muoiono di fame”.

Il ricevimento al Quirinale, che l’Italia dei Valori diserterà così come avvenuto per la parata militare di stamane, sarà molto sobrio, ma i rappresentanti dello Stato hanno voluto omaggiare le forze che sono intervenute anche durante il terremoto. Giorgio Napolitano ha chiosato in relazione all’evento del 2 giugno:

«Nell’anniversario della sua nascita, la Repubblica deve dare il segno della sua unità, della sua vitalità, della serenità e fiducia con cui sta affrontando e affronterà le sfide che ha davanti a sé, tra le quali ora anche la sfida della nuova emergenza insorta con il sisma che ha colpito l’Emilia e altri luoghi. Le celebrazioni saranno dedicate alle vittime del terremoto, al dolore delle famiglie, alla sofferenza delle popolazioni colpite dal sisma.»

Gli ha fatto eco Mario Monti:

«Sentiamo l’angoscia di chi ha visto travolte vite operaie e certezze di lavoro nel crollo dei capannoni. L’impegno dello Stato e la solidarietà nazionale non mancheranno per assistere le popolazioni che soffrono e per far partire la ricostruzione. Ce la faremo, e lo dico con fiducia innanzitutto a voi – gente emiliana – conoscendo la vostra tempra.»

Fonte: Il Sole 24 Ore.