Il 1° giugno in molti Paesi del mondo si celebra la Festa internazionale dei bambini, non semplicemente un giorno per festeggiare i più piccoli, ma un’occasione per riflettere sulla loro condizione: ovunque, infatti, i bambini sono vittime della violenza degli adulti che si declina sotto forma di abusi, sfruttamento e discriminazione. Forzati a lavorare, coinvolti in conflitti armati in cui sono spesso vittime e carnefici, costretti a vivere per strada o penalizzati a causa del loro credo religioso, della loro appartenenza etnica o della loro disabilità, milioni di bambini subiscono ogni giorno traumi fisici e psicologici.

Diritto alla vita, diritto allo sviluppo, diritto ad avere delle opinioni, diritto a non essere discriminati: in una parola, il diritto all’infanzia;  è questo che stabilisce la Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. Dieci anni dopo, nel 1999, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha adottato la Convenzione 182 per la proibizione ed eliminazione immediata delle forme più deprecabili di lavoro minorile, incluse la schiavitù. la prostituzione e la pornografia; la situazione a oggi è ancora gravissima: sono circa 153milioni i bambini fra i 5 e i 14 anni che oggi sono obbligati al lavoro.

Se pensate che questo fenomeno sia relegato ai Paesi del Terzo Mondo, sbagliate: riguarda anche l’occidente industrializzato, Italia compresa.  Nel Bel Paese sono più di 1 su 20 i minori sotto i 16 anni coinvolti nel lavoro minorile per un totale di circa 260mila giovani. È la prima fotografia scattata da “Game over”, indagine condotta da Save the children e Associazione Bruno Trentin e presentata pochi mesi fa; nell’Italia della crisi dove chi dovrebbe lavorare non riesce, drammaticamente, a trovare un impiego, esiste un altro lato medaglia, altrettanto inquietante: tanti giovanissimi che non dovrebbero lavorare, ma invece un lavoro ce l’hanno, pagati una miseria, senza tutele o garanzie di alcun genere.

La Giornata internazionale per la protezione dei bambini, osservata in molti Paesi fin dal 1950, è stata istituzionalizzata nel 1949 a Mosca dalla Federazione Democratica Internazionale delle Donne e viene festeggiata anche il 20 Novembre; due anni fa, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon aveva promosso una iniziativa per l’educazione dei bambini: il programma prevedeva che ogni bambino fosse in grado di andare a scuola entro il 2015, poi che potesse rafforzare le abilità apprese a scuola e, infine, che fossero migliorate le politiche sull’educazione in modo da promuovere la pace, il rispetto reciproco e per l’ambiente.

Siamo certamente lontani da questi obiettivi, ma la giornata di oggi può essere davvero un’occasione per prenderne coscienza e intervenire ciascuno nel suo piccolo, per esempio dedicando il proprio tempo al volontariato o una piccola somma di denaro (un caffé al giorno) a una adozione a distanza.

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photo credit: Diego Dalmaso via photopin cc