È stata una giornata all’insegna del 3D d’autore quella di ieri al Festival Internazionale del Film di Roma, con l’attesissimo estratto di alcuni minuti da “Hugo Cabret” di Martin Scorsese e “Pina” di Wim Wenders, anticipati solo qualche giorno fa dalla prima visione di “Totò 3D“, la versione a tre dimensioni del film diretto dal regista Mario Mattoli, “Il più comico spettacolo del mondo”, del Principe della risata, insieme ad alcune figure storiche del cinema italiano dell’epoca come Mario Castellani e Gianni Agus.

Galleria di immagini: Film e protagonisti al Festival del Cinema di Roma

Accolta con discreto entusiasmo da parte del pubblico in sala, l’anteprima del primo film in 3D di Scorsese, tratto dal romanzo di Brian Selzinick e interpretato dal giovanissimo Asa Butterfield, trae ispirazione dalle storie legate a una delle figure chiave della nascita della cinematografia, George Méliès, è stato immediatamente seguito proprio dalla proiezione del suo capolavoro restaurato e in versione a colori di “Voyage dans le lune” del 1902.

Ultimo in ordine cronologico ma attesissimo da pubblico e critica, è stato l’arrivo al Festival di Wim Wenders con il suo nuovissimo film “Pina“, la storia di una delle più importanti coreografe mondiali della seconda parte del novecento Pina Bausch, perfettamente inserito nel filo conduttore dell’intera manifestazione: le donne. Iniziato a girare nel 2009 in formato 3D, venne poi interrotto con la scomparsa improvvisa della Bausch è stato presentato in anteprima al 61° Festival di Berlino.

Prima del film, salutato da ben tre minuti di applauso da parte dei presenti che hanno letteralmente preso d’assalto la sala Santa Cecilia dell’Auditorium – Parco della Musica, Wenders ha commentato l’utilizzo massiccio della tecnologia scelta per il suo documentario, dichiarando come sarà proprio il 3D – secondo lui – il futuro del cinema. Ha anche ribadito, sottolineandolo in diverse occasioni, come senza l’ausilio della tridimensionalità il lungometraggio sulla Bausch non sarebbe mai venuto alla luce, per via delle limitazioni nelle espressioni del ballo date dalle normali tecniche di ripresa.

Non in 3D ma lo stesso accolto calorosamente da pubblico e critica è stato “Butter“, diretto dal giovane regista inglese Jim Field Smith, con un cast colmo di volti noti come Jennifer Garner, che è anche produttrice della pellicola, Hugh Jackman, Alicia Silverstone e Olivia Wilde per non parlare di {#Ashley Greene} e Ty Burrell. Tantissimi nomi per la storia di una ferocissima gara di sculture di burro tra una donna adulta e di pochi scrupoli, la Garner per l’occasione antipaticissima e spocchiosa, e una bambina, la giovanissima Yara Sahidi, rimasta orfana alla nascita e adottata dalla coppia Silverstone e Rob Corddry. Tantissime risate e battutine al fulmicotone per una commedia vissuta sullo sfondo, non trascurabile, della provincia statunitense.