Ultimo giorno al Festival Internazionale del Cinema di Roma: in attesa della cerimonia di chiusura che questa sera assegnerà i premi alle pellicole e agli attori che si sono distinti in questa settima edizione, la kermesse cinematografica capitolina si è aperta con la conferenza stampa rilasciata dal direttore artistico Marco Müller e dal presidente Paolo Ferrari.

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Nonostante il calo di pubblico del 15%, Marco Müller ha sottolineato l’incremento della stessa percentuale di accreditati, un chiaro segno di crescita dell’interesse mediatico da parte della stampa mondiale. Alle domande di rito sulla presenza delle star internazionali al Festival Internazionale del Film di Roma, il direttore ha sottolineato come il problema sia direttamente legato alla mancata disponibilità da parte delle produzioni; non è mancata neanche una frecciatina sulla possibile presenza del regista di culto {#Quentin Tarantino}: voci di corridoio che non sono di certo partite dall’organizzazione.

Dopo le parole, largo al cinema vero e proprio: stasera alle 21, Una Pistola en Cada Mano dello spagnolo Cesc Gay sarà proiettato per il pubblico in Sala Sinopoli. La divertente e arguta commedia corale con Luis Tosar e Ricardo Darín, protagonista del film vincitore dello scorso anno Cosa Piove dal Cielo? (Un Cuento Chino); presentata fuori concorso, ha convinto anche la platea degli addetti ai lavori che ieri ha assistito alla proiezione riservata alla stampa. Nel pomeriggio, invece, sarà la volta di Tom Le Cancre di Manuel Prada e l’italiano Black Star di Francesco Castellani.

Anche la sezione autonoma e parallela Alice nella Città ha assegnato i suoi riconoscimenti: a trionfare è My Sweet Orange Tree, del brasiliano Marcos Bernstein; il regista, alla sua terza esperienza dietro la macchina da presa, è anche sceneggiatore della pellicola. Il Premio Speciale della Giuria è invece andato al film italiano Pulce Non C’è, primo lungometraggio diretto dal salernitano Giuseppe Bonito.