Cate Blanchett sarà il nuovo presidente di giuria del Festival di Cannes 2018. La 71° edizione della kermesse cinematografica si terrà quest’anno dall’8 al 19 maggio. L’attrice australiana, vincitrice di due Premi Oscar, è la dodicesima donna a presiedere la giuria. Il suo stesso ruolo, lo scorso anno, era stato assegnato a Pedro Almodóvar.

A dare la notizia sono stati gli organizzatori del Festival: “Siamo lieti di accogliere un’artista così rara e unica, il cui talento e le cui convinzioni arricchiscono sia lo schermo che il palcoscenico. Le nostre conversazioni di questo autunno ci dicono che sarà un Presidente impegnato, una donna appassionata e uno spettatore dal cuore grande”, hanno dichiarato Pierre Lescure, presidente del Festival di Cannes, e Thierry Frémaux, delegato generale.

L’attrice, che nella sua carriera si è aggiudicata due delle statuette più importanti del cinema (nel 2014 come Miglior attrice per la sua interpretazione in Blue Jasmine di Woody Allen, e nel 2004 come Miglior attrice non protagonista in The Aviator di Martin Scorsese), è impegnata anche nel campo sociale e umanitario. Già ambasciatrice di buona volontà per l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha lanciato, insieme ad altre 330 donne di Hollywood tra cui Reese Witherspoon, Emma Stone e Natalie Portman, l’iniziativa Time’s Up per difendere e sostenere le vittime di molestie sessuali in seguito allo scandalo Harvey Weinstein (a denunciare il produttore cinematografico è stata anche Salma Hayek che, lo scorso dicembre, ha scritto una lettera aperta al New York Times).

Cate Blanchett ha dichiarato di essere onorata del compito: “Sono stata a Cannes svolgendo diversi ruoli nel corso degli anni; come attrice, produttrice, per Gala e con film in Concorso, ma mai solo per il puro piacere di guardare la rosa dei film di questo grande festival. Il privilegio e la responsabilità di presiedere la giuria di quest’anno mi fanno sentire così piccola. Questo festival ha un ruolo fondamentale nel riunire il mondo per celebrare la storia, quella strana e vitale impresa che tutti i popoli condividono, comprendono e desiderano”.