La scomparsa di Patò” è un film diretto da Rocco Mortellitti, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Andrea Camilleri. Il film, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, conta un cast d’eccezione: Neri Marcorè, Nino Frassica e Maurizio Casagrande.

La storia si ambienta a Vigata, la città del più famoso commissario siciliano Montalbano, nel 1890. Durante la rappresentazione del Mortorio, cioè della Passione di Cristo, il ragioniere Patò (Neri Marcorè) è scomparso. Le indagini vengono svolte dal Maresciallo dei Regi Carabinieri Paolo Giummaro (Nino Frassica) e dal Delegato di Pubblica Sicurezza Ernesto Bellavia (Maurizio Casagrande).

Nonostante le pressioni politiche da Roma e le influenze da parte della Mafia locale, i rappresentanti dello Stato riusciranno a scoprire la verità. Poiché il risultato delle indagini può offendere e creare malcontento tra la popolazione, i rappresentanti dello Stato si vedranno costretti, loro malgrado, a dover apportare qualche modifica alla scomoda verità.

Il romanzo di Camilleri, da cui è tratto il film, è sicuramente tra i più belli, geniali e divertenti opere del noto scrittore. Il film racconta una Sicilia di altri tempi e gioca molto sul colorito dialetto, sulle tradizioni locali, sui costumi e malcostumi ottocenteschi. Ottima è la ricostruzione storica e sociale del tempo, come buona risulta anche l’interpretazione di Nino Frassica e di Maurizio Casagrande.

La sottile ironia insita nel libro viene riprodotta fedelmente nella pellicola: il paragone con l’Italia moderna viene naturale. Così vizi e malcostumi della Sicilia della fine dell’800 sembrano rispecchiare e appartenere all’Italia intera di oggi.

La scomparsa di Patò” risulta essere un film divertente, frizzante e pieno di brio, ma in realtà sembra più pensato per il piccolo schermo che per il cinema. Infatti, come l’adattamento televisivo delle altre opere di Camilleri, sulle avventure del commissario Montalbano, anche questa pellicola riceverebbe il giusto plauso in TV.

Inoltre, come per tutte le trasposizioni cinematografiche di noti romanzi, risulta sempre rischioso e poco obiettivo riuscire a recensire le pellicole. Questo vale soprattutto per le opere importanti, profonde e complesse di autori come Andrea Camilleri.