L’ambito premio Marc’Aurelio, verrà consegnato all’attrice Julianne Moore in seguito alla proiezione del suo ultimo film “Festival del Cinema di Roma”, appena presentato nell’ambito del Festival di Roma.

Il film, diretto da Lisa Cholodenko, è una commedia sul rapporto di coppia e sulla genitorialità di una famiglia atipica, una coppia gay che, attreverso l’inseminazione artificiale, ha fatto nascere e crescere due figli. In occasione della proiezione stampa del film al Festival internazionale del film di Roma, l’attrice ha incontrato la critica e ha risposto ad alcune domande:

Interpreta una lesbica. Come si è preparata per questo ruolo?

Volevo che il mio personaggio fosse reale. Ho molta esperienza di coppia, essendo felicemente sposata da molti anni, e di genitorialità, essendo madre. Ho portato tutta la mia esperienza nel ruolo per renderlo più vero e reale. In realtà il film non è sull’omosessualità, ma sulla difficoltà che le coppie negli anni devono attraversare. Il film è tutto questo: i figli che crescono, il partner che cambia.

Si parla di famiglia atipica: è normale negli Stati Uniti una coppia gay con figli?

Ci sono sempre più famiglie di fatto in giro. Recentemente uno studio condotto dal New York Times ha rivelato come le coppie gay con figli svolgano una vita del tutto normale, con figli ben inseriti nella società e ben educati. Oggigiorno ce ne sono molte in giro e sta diventando la normalità.

Quanto è importante nel film l’omosessualità della coppia?

“La bellezza del film è che dopo poco ti dimentichi che si tratta di una coppia omosessuale. La coppia protagonista, ogni giorno, deve affrontare gli stessi problemi delle coppie etero. In genere nei film si parla di incontri, della prima volta. Persone della mia età, sposate ormai da molti anni, non se lo ricordano neanche più il primo incontro; è un film sul matrimonio come valore positivo, come qualcosa in cui credere e preservare. Infatti, contrariamente a quanti dicono che il matrimonio non ha alcun significato, ci sono molte persone come me che ci credono e che ogni giorno lottano per mantenerlo in vita.

Come si possono combattere i pregiudizi contro gli omosessuali e le famiglie di fatto?

Da esseri umani ci piace dividere tutto in categorie per comprendere meglio le cose. bisognerebbe dividere e classificare di meno. Bisognerebbe trattare gli altri come persone, e non in base alla loro etnia, religione o orientamento sessuale. L’unico modo per combattere la diffidenza e i pregiudizi è la conoscenza.