La retrospettiva dedicata a Luigi Zampa presente al Festival Internazionale del film di Roma, è stata fortemente voluta da presidente Gian Luigi Rondi, l’intera retrospettiva è stata curata da Mario Sesti.
La rassegna è di valore assoluto, se consideriamo che il materiale a disposizione del regista romano è davvero scarsissimo; pensate che l’unica monografia dedicata a Zampa è del 1956, ed è pressoché introvabile, l’opera in questione fu curata da Domenico Meccoli.
In una lontana intervista Zampa dichiarò:
Mio padre era ferroviere e tutti i miei compagni di giochi erano figli di operai, la gente che si alza la mattina e va a lavorare è l’umanità più ricca che ci sia.
Proprio questa umanità di cui Zampa parlava, la ritroviamo in alcune sue produzioni del tipo: “Vivere in pace”, “L’onorevole Angelina”, tutti film vicini al neorealismo. L’autore ha anche prestato estrema attenzione al Sud e alle problematiche che ospita, in film come: “Processo alla città” e “Gente di rispetto”. In seguito passerà a mostrarci i tic e le nevrosi degli italiani, in affreschi come quello di “Anni difficili”, “Anni facili”, “Anni ruggenti” e “L’arte di arrangiarsi”, tutti film nati della fruttuosa collaborazione avuta con lo scrittore Vitaliano Brancati.
Successivamente passerà a raccontare in film come “Il vigile o “Il medico della mutua”, personaggi grotteschi attraverso i quali si comprendevano i malesseri che facevano, e fanno parte della nostra cultura.
La rassegna dedicata a Zampa è composta da 25 film, fra essi c’è la presentazione del film “La romana” completamente restaurato e presentato in anteprima a Roma.
22 ottobre giovedì 21:30 PUBBLICO E ACCREDITATI
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LA ROMANA (Retrospettiva Luigi Zampa)
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