Il Senato approva la manovra finanziaria bis del Governo di Silvio Berlusconi, garantendo la fiducia con 165 voti favorevoli, 141 contrari e 3 astenuti. Il maxi-emendamento, perciò, passa indenne la verifica della prima aula parlamentare, scavalcando di fatto le proteste dei numerosi lavorati scesi in piazza per manifestare contro un provvedimento ritenuto iniquo.

Galleria di immagini: Sciopero CGIL

Sono diversi i milioni di euro che la maggioranza spera di recuperare dalle misure adottate, tra cui l’innalzamento dell’IVA e il contributo di solidarietà. Si ipotizza, infatti, che verranno recuperati 4.342 miliardi di euro nel 2012, 4.399 nel 2013 e 4.389 nel 2014, mentre per i restanti mesi del 2011 la quota ammonterebbe a 700 milioni di euro. Gran parte dei recuperi fiscali verrà effettuata con la nuova aliquota IVA al 21%, mentre il contributo di solidarietà dovrebbe fruttare 269 milioni di euro l’anno. Non è ancora dato sapere, tuttavia, quale sarà la cifra effettiva del denaro raccolto, perché bisognerà anche vagliare gli effetti delle eventuali deduzioni sul gettito Irpef e le addizionali regionali e comunali.

Prorogati, inoltre, i termini della sanatoria introdotta nel 2002 e previste nuove pene detentive per le evasioni fiscali al di sopra dei 3 milioni di euro. Alcune condizioni, tuttavia, non renderebbero così semplici gli eventuali arresti, perché l’ammontate totale dell’evasione deve superare il 30% dei guadagni del soggetto accusato del reato.

La fiducia non è stata accolta nei migliori dei modi dai lavoratori, in particolare dai manifestanti di USB e CGIL. Nella serata di ieri si sono manifestati diversi tafferugli tra i presenti e le forze dell’ordine, con piccoli scontri a Montecitorio, Palazzo Madama e Palazzo Grazioli culminati con il lancio d’uova contro le sedi istituzionali di Governo e Parlamento. Pierpaolo Leonardi di USB ha così spiegato le ragioni del dissenso:

“Il governo ha avuto la maggioranza al Senato ma la nostra protesta non si fermerà e seguirà tutto l’iter di questa manovra-massacro. Dopo una nuova assemblea abbiamo deciso di non montare una nuova tendopoli ma di darci appuntamento a venerdì mattina, quando il provvedimento sarà già in discussione alla Camera. Noi non molliamo. Loro sono chiusi dentro al Palazzo ma fuori c’è un popolo di lavoratori, disoccupati, precari, donne e senza casa che li marca stretti e pretende di non pagare il prezzo della crisi. Noi non siamo debitori ma creditori di giustizia”.

Grande soddisfazione per la manovra è stata espressa dal rappresentante PDL Maurizio Gasparri, il quale si è complimentato per gli sforzi del Governo:

“Le cifre della manovra indicata dal governo mi sembrano robuste: abbiamo fatto il nostro dovere. La fiducia è stata decisa alla luce delle modifiche decise dopo che il Presidente della Repubblica ha auspicato un rafforzamento della manovra. È necessario un punto fermo di fronte alle prossime scadenze europee e internazionali, della Bce, del mercati”.

Di tenore opposto le parole dell’opposizione, con tutte le compagini politiche compatte nel condannare un provvedimento che sembra scaricare tutti i costi della crisi su medi e bassi redditi. A sintetizzarlo, le parole di Luigi Zanda del PD rivolte al presidente Renato Schifani:

“Cosa dice su quest’ennesimo voto di fiducia, visto che nelle ultime settimane tante volte lo aveva escluso, addirittura demonizzandolo? […] I governi europei, le opinioni pubbliche, i mercati, i grandi banchieri internazionali conoscono i comportamenti e la natura di Silvio Berlusconi. Sanno che le sue follie sono un pericolo per l’Europa e hanno deciso di opporsi come possono a questo disastro”.

Fonte: Corriere della Sera, Ansa