Una sentenza per un tragico caso di trent’anni fa potrebbe portare alla sbarra i genitori di figli minorenni senza giudizio. Lo ha stabilito la terza sezione civile: a carico dei genitori si configura una responsabilità oggettiva. Figli criminali, bulli, vandali, maleducati?

Se non si può procedere contro i minori, pagheranno mamma e papà. La sentenza risale a un fatto tragico del 1981 (sono i tempi della giustizia italiana…), che ha convalidato un risarcimento corposo alla famiglia di un carabiniere ucciso da un colpo di pistola sparato dalla fidanzata, all’epoca 17enne. Secondo i giudici, i genitori erano in parte colpevoli per non aver saputo insegnare a loro figlia i valori che le avrebbero impedito un gesto sconsiderato:

«Il principio di responsabilità dei genitori per un verso ingenera il possibile interesse anche economico dei genitori a impartire ai figli un’educazione che li induca a percepire il disvalore sociale dei comportamenti pericolosi per gli altri; e, per altro verso, è in sé idoneo a sollecitare la precauzione dei minori allo stesso fine, anche per il timore della possibile reazione dei genitori che fossero chiamati a rispondere delle conseguenze dei loro atti illeciti in danno dei terzi.»

Secondo la Cassazione, non è sufficiente, ai fini della prova di non aver potuto impedire il fatto, dimostrare di avere genericamente dato un’educazione ai propri figli – come per esempio averli iscritti a scuola o averli avviati al lavoro – ma è necessario dimostrare di avere impartito insegnamenti adeguati a una corretta vita sociale.

Come questo concetto sia labile è facile intuirlo (in ogni caso le sentenze non fanno giurisprudenza obbligatoria in Italia), basti pensare a come si potrebbe ribaltare il concetto e sottolineare il gesto irresponsabile di chi fornì un’arma d’ordinanza a una minore. D’altra parte, la vittima era adulta. Tuttavia, questa sentenza va in una direzione opposta rispetto ad altre che avevano sottolineato una sensibilità meno “sociologica”, come ad esempio quella di Torino in merito al rapporto fra bullismo e divorzio.

Che le bravate dei figli siano in qualche modo da collegare ai genitori è un concetto sensato: molte scuole ed enti pubblici, ad esempio, si rifanno ai genitori per coprire le spese causate dai danni inferti dai loro figli. Qui si parla ancora di responsabilità civili, certo (il risarcimento), ma correlate a condanne penali: siete d’accordo?

Fonte: Libero Quotidiano