Uno spaccato dell’Italia e degli italiani, raccontato con l’occhio critico ma esilarante della commedia. Sono questi i tratti che sembrano caratterizzare “Figli delle stelle“, la commedia diretta da Lucio Pellegrini che racconta le vicende di una banda di trentenni alle prese con i fallimenti e le aspirazioni della vita.

Protagonisti sono personaggi comuni, come l’insegnante di ginnastica precario, interpretato da Pierfrancesco Favino, che lavora in autogrill e non ha il coraggio di dirlo alla madre, o come la giornalista con contratto a termine che ha il volto di Claudia Pandolfi, che vive l’eterna difficoltà di staccarsi dalle storie che racconta.

Nel cast anche Fabio Volo, che interpreta il ruolo dell’amico di un portuale morto sul lavoro, e Giorgio Tirabassi, nei panni del politico buono e idealista rapito per errore dalla banda di esasperati pasticcioni che rappresentano un po’ le contraddizioni e i problemi dell’Italia di questo inizio secolo.

In “Figli delle stelle” Pellegrini vuole raccontare il disagio esistenziale che vede protagonista una generazione, la generazione del “precariato esistenziale”, come ricorda Fabio Volo. Il film racconta le vicende con l’occhio ironico e distaccato della commedia, pur restando fortemente ancorato alla realtà italiana e a personaggi credibili.

La pellicola sarà nei cinema da venerdì e distribuita dalla Warner Bros in 250 sale.