Figli naturali: è stato fermato un concetto importante. I minori, anche in tenera età, hanno un’identità da salvaguardare. Quindi, il cognome della madre non può essere cancellato per un tardivo riconoscimento di paternità.

I figli riconosciuti a posteriori porterano il doppio cognome. Lo dice una sentenza (la 27069/11 Prima sezione civile) della Cassazione, che ha confermato la decisione della corte di appello di Caltanissetta, risalente all’ottobre del 2009, che aveva dato ragione alla mamma di un bambino contraria a che il piccolo subisse la cancellazione del cognome materno, col quale era conosciuto a scuola e si era identificato.

Una sentenza che fa il paio con il nuovo diritto di famiglia che ormai equipara in tutti gli aspetti figli legittimi e naturali. E all’identico stato giuridico non può che corrispondere anche identiche tutele sul fronte della identità.

La sentenza, infatti, spiega che bisogna guardare al vissuto del minore e quando si riconosca che il bambino vive stabilmente con la madre e da questa vita ricadono tutti gli altri aspetti della sua identità, è interesse che il minore porti entrambi i cognomi dei genitori.

«Al minore venga aggiunto e non sostituito il cognome del padre e, garantire, anche in prospettiva, la tutela della sua identità personale, in relazione all’instaurato ambiente familiare e sociale di vita».

La richiesta del padre, quindi, è stata rigettata e l’indirizzo della giurisprudenza è chiaro: al riconoscimento tardivo del padre corrisponde il doppio cognome con priorità per quello della madre.

Fonte: Studiolegalelaw