I figli unici sono più bravi a scuola, grazie alle cure dei genitori che puntano tutto su di loro. Sono più calmi, socievoli, hanno successo nella vita, ma anche egocentrici e un po’ malinconici. Sulle famiglie con un solo erede si è detto di tutto, ma c’è un paese che sta mandando in crisi le statistiche mondiali: l’Italia.

L’Italia è il paese col tasso di fecondità più basso d’Europa, e tra i più bassi al mondo: quindi, se gli studi sui figli unici fossero esatti, dovrebbe essere anche quello con i risultati scolastici migliori. Invece è l’esatto contrario: il paese per eccellenza dei figli unici è anche quello dei peggiori risultati rispetto ai giovani europei. Per quale ragione?

Se lo chiede il Corriere della Sera, che ieri ha pubblicato un interessante reportage sull’argomento che ci permette di riassumere alcuni concetti ribaditi più volte su DireDonna. Il primo dei quali forse già spiega la contraddizione: la mancanza di supporto e di aiuti concreti alle mamme.

In Italia la denatalità fa rima con crisi economica, non con scelta consapevole. Una percentuale altissima di donne deve rinunciare al lavoro una volta diventata madre, e questo peggiora molto la qualità dell’educazione dei figli, perché spesso le famiglie monoreddito non riescono a fornire il massimo dell’offerta possibile alla prole.

Così, anche se sembrano solo indirettamente connessi, problemi come mancanza di asili nido, discriminazioni sul lavoro e disoccupazione femminile (soprattutto al sud) hanno creato la condizione per cui i nostri figli, oltre a essere soli, non sono neppure particolarmente brillanti a scuola.

Questo smonta la teoria del figlio unico come figlio perfetto? Non completamente. In realtà ancora oggi molti psicologi, supportati da ricerche e studi, sono convinti che il figlio unico sia mediamente più intelligente di chi ha tanti fratelli, come dimostrano i dati del PISA (Programme for international student assesment). Tuttavia, in mancanza di adeguate strutture e servizi, questo potenziale vantaggio viene meno.

Non basta essere intelligenti per trovare lavoro, e se non lo trovi non è certo perché sei “viziato”. Questi, sono i luoghi comuni.

Fonte: Oecd Pisa