Pur nella generale visione critica nei confronti dei figli unici, in Italia sono sempre più numerose le famiglie che, per ragioni diverse, economiche o professionali, hanno un figlio unico, ma non lo viziano.

Il rischio più grande che corre un figlio unico è quello di essere oggetto di un eccesso di attenzioni da parte dei genitori che su di lui tendono a concentrare la propria energia affettiva in modo esclusivo, non potendola dividere con altri bambini.

Tale concentrazione in certi casi si associa ad un atteggiamento iperprotettivo e ansioso nei suoi confronti o al desiderio di compiacerlo e soddisfare le sue richieste più di quanto si farebbe in presenza di altri fratelli, quasi a compensare la sua ”solitudine”. Se si ha un solo figlio quindi, è importante fin da subito mettere da parte sensi di colpa e adottare uno stile educativo fondato su regole che indichino chiaramente al piccolo i limiti della sua libertà. Bisogna, quindi, essere pronti a dire dei no necessari, con fermezza e decisione.

Un altro errore piuttosto comune è quello di volersi sostituire al fratellino che non c’è. Pur riconoscendo l’importanza di interagire e giocare con il bambino, non bisogna dimenticare il proprio ruolo di genitori e il fatto che, soprattutto a partire dai due anni, il confronto con i coetanei diventa determinante nello sviluppo psicologico del piccolo che, proprio avendo a che fare con gli altri bambini, ha modo di sperimentare uno scambio alla pari nel quale le concessioni e i vantaggi assicurati da mamma e papà nei momenti di gioco vengono nessi da parte.

Più precisamente, interagendo con altri bambini, il piccolo scopre che le proprie esigenze spesso si scontrano con quelle degli altri e gradualmente impara a rispettarle. La mancanza di una socializzazione adeguata e la prevalenza di interazione con il mondo adulto, al contrario, consolideranno il suo naturale egocentrismo e, quando il confronto sarà inevitabile, avrà maggiori difficoltà a integrarsi e tenderà a dimostrarti prepotente e ”viziato”.

I genitori di figli unici non devono aspettarsi troppo da loro né fantasticare su quello che potrebbero fare o diventare, o riconoscere in loro doti speciali. Un simile comportamento da un lato rafforza l’autostima e il senso di sicurezza dei bambini, ma dall’altro li rende più fragili, in quanto davanti al primo insuccesso la loro delusione sarà maggiore rispetto a quelli di bambini abituati a confrontarsi con le diverse abilità e competenze dei propri fratelli.

Per questo motivo, i genitori di un figlio unico devono aver cura di mantenere un atteggiamento equilibrato e consapevole, incoraggiando e sostenendo il piccolo, ma evitando di insinuargli il pensiero di essere migliore o superiore agli altri.