Leonardo Pieraccioni torna al cinema con “Finalmente la felicità”, nuova commedia del regista e attore toscano che si rimette dietro alla macchina da presa per dirigere per la decima volta dopo il primo grande successo de “I laureati”, che quest’anno compie ben sedici anni. Questa volta, a fare da protagonista della pellicola è proprio la felicità, quella con la effe maiuscola, che arriva inaspettata e travolge il protagonista interpretato dallo stesso Pieraccioni con un vero fiume in piena.

Galleria di immagini: Finalmente la felicità

Per l’occasione il fiorentino richiama a sé Rocco Papaleo, ormai figura consueta della cinematografia di Pieraccioni, insieme alla giovane Ariadna Romero, bellezza cubana che in Italia è stata una delle schedine della trasmissione targata Rai “Quelli che il calcio”, e il modello e attore brasiliano Thyago Alves, salito agli onori della cronaca televisiva per la partecipazione al reality di Rai Due “L’isola dei famosi”, guadagnandosi un onorevolissimo secondo posto. C’è anche il tanto chiacchierato cameo di {#Maria De Filippi}, nei panni di se stessa nella sua trasmissione di successo “C’è posta per te”, punto di partenza dell’ultima fatica del regista de “Il ciclone”.

Benedetto (Pieraccioni), toscanissimo insegnante di musica, scopre attraverso la trasmissione televisiva “C’è posta per te” di avere una sorella: è Luna (Romero), una ragazza brasiliana modella di professione adottata dalla madre da poco defunta che, trovandosi in Italia per un breve periodo, vorrebbe incontrarlo per la prima volta. Dopo alcuni giorni trascorsi insieme, decide con l’amico Sandrino (Papaleo) di raggiungerla in Sardegna dove si trova per alcune foto. Lì incontrerà il suo ex fidanzato pedante e geloso (Alves) che complicherà ancora di più la situazione del povero toscano, ormai innamorato della giovane brasiliana.

Tra un’apparizione della De Filippi e Shel Shapiro, un cameo di Massimo Ceccherini e uno scambio di battute con Maurizio Battista e Michela Andreozzi, Leonardo Pieraccioni mette in scena l’ennesima pellicola dai toni garbati e leggeri, buonista nel senso migliore del termine, scritta insieme a Giovanni Veronesi, ormai figura costante al fianco del toscano. Sfruttando alcuni punti chiave il regista dà vita a un vivace acquerello, proprio come l'”Acquarello” di Toquinho che musica una delle tante scene del film, che propone con occhi allegri e positivi uno scenario solare e luminoso proprio come quello della Sardegna e della Toscana, ambientazioni che calzano a pennello alla narrazione leggera e favolistica di “Finalmente la felicità”.

Se la bontà d’animo e l’ottimismo pagano sempre al botteghino, non fanno altrettanto molte battute del film che, soprattutto nella tranche centrale, danno vistosi segni di cedimento; non bastano le battute e il bacio con Rocco Papaleo nella stanza d’ospedale in cui uno sconvolto Ceccherini esclama con perplessità “Che brutta gente c’è nel mondo!”, tantomeno la scena in treno con Battista e la Andreozzi che, nonostante un inizio scoppiettante, si riduce a una macchietta di espressioni tipiche della commedia di basso livello. Una struttura vincente, sicuramente, ma che non riesce a fare centro nonostante le intenzioni del regista che ha saputo fare di questo cliché il suo marchio di fabbrica.