In passato rappresentava la cena pugliese più tipica: è la frisella, che da qualche tempo è entrata di diritto nei menu di finger food, dato che è un cibo che si mangia prettamente con le mani. La frisella è un preparato con la farina, come il pane ma più leggero, che viene poi cotto al forno a legna. Nelle nostre case, viene poi bagnato ma non troppo con acqua e condito con olio, sale e pomodoro, almeno nella ricetta più classica che esista.

Galleria di immagini: La frisella

La frisella è un pasto molto economico, se preparato in casa: un pacco da 800 grammi di friselle d’orzo costa intorno ai 3 euro e ne contiene una decina o quindici, secondo il peso individuale, mentre il condimento è a discrezione di chi deve mangiare, ma può prevedere anche cipolla, capperi, tonno, peperoni e molto altro ancora. Nella galleria di immagini c’è la foto di una ricetta che prevede anche la presenza di cozze al vapore.

Da quando siamo stati investiti dalla moda del made in Puglia, i ristoranti tipici sono proliferati nelle grandi città italiane. A Roma, per esempio, possiamo arrivare a pagare una frisella ben 8 euro, naturalmente tenendo presente il condimento. Accanto alle friselle più grandi esistono formati più piccoli, le friselline, che comunque non si discostano dal prezzo delle loro sorelle maggiori: sono l’ideale per un antipasto o un aperitivo informale.

Perché, benché figuri in molte iniziative di Slow Food, la frisella non è esattamente un piatto chic e raffinato, dato che nasce per rappresentare la cena del contadino, ma se state preparando una cena tipica alla pugliese, anche se un po’ formale, la frisella è d’obbligo.