Fin dalla nascita i bambini iniziano ad aver a che fare con tettarelle, biberon e tutto ciò che serve sia per l’allattamento sia per calmare il piccolo permettendogli di rilassarsi con il tanto amato ciuccio, sebbene sull’utilità di questo accessorio esistano teorie ben differenti.

Per i primi mesi l’igiene completa di tutti gli oggetti che il bimbo introduce in bocca è fondamentale, e solo la sterilizzazione assicura la distruzione di vari germi e funghi pericolosi perché potrebbero causare infezioni anche nei neonati, il cui sistema immunitario non è ancora maturo. Arriva un momento, tuttavia, caratterizzato da un interrogativo comune a tutte le mamme: quando si può smettere di sterilizzare biberon e tettarelle?

La risposta a questa domanda ci è data dall’analisi della stessa crescita del bambino durante il suo primo anno di vita. Se per i primi quattro o cinque mesi è fondamentale igienizzare tutto ciò che entra in contatto con il cavo orale, infatti, dopo questo periodo sono proprio le abitudini del neonato a rendere superflua questa operazione.

Quando i {#bambini} iniziano a gattonare, infatti, non solo si portano alla bocca le manine precedentemente poggiate sul pavimento, ma spesso amano letteralmente assaggiare i vari oggetti che trova lungo il suo percorso.

Con l’inizio dello svezzamento, poi, sarà sufficiente lavare accuratamente posate, piatti e quant’altro utilizziamo per preparare le prime pappe. Anche i genitori molto scrupolosi, che preferiscono fare ancora uso della procedura di sterilizzazione in questa fase della crescita, possono definitivamente abbandonarla dopo il compimento del primo anno di età.

In che modo è possibile sterilizzare gli oggetti del neonato? Esistono varie tecniche riassumibili in tre fondamentali. Il metodo a caldo, ad esempio, prevede la classica bollitura di biberon e tettarelle che, in questo modo, vengono completamente igienizzati. Si tratta di un metodo senza dubbio economico e pratico che richiede circa venti minuti di tempo.

La sterilizzazione a vapore, invece, può essere effettuata usando una speciale apparecchiatura generalmente alimentata con la corrente elettrica, oppure creata appositamente per il forno a microonde. Entrambi i sistemi consentono di igienizzare con il vapore e conservare gli oggetti all’interno degli appositi cestelli, fino al successivo utilizzo. Con il microonde, inoltre, i tempi di sterilizzazione si accorciano nettamente.

L’ultimo metodo è la sterilizzazione a freddo, che consiste nell’immergere biberon e altri accessori all’interno di un recipiente d’acqua nel quale è stato sciolto un disinfettante liquido, o una compressa apposita. Si tratta di antibatterici che non richiedono risciacquo e non sono nocivi per il bambino. Uno dei vantaggi di questo metodo è dato dalla possibilità di essere utilizzato dovunque, anche in assenza di fornelli e prese elettriche.