La presentazione del primo Osservatorio Immobiliare di Fiaip Piacenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore è stata un’occasione per fare il punto sulla eccessiva fiscalità immobiliare in Italia.

Inaccettabili, secondo Fiaip, le nuove tasse per l’immobiliare italiano. E completamente sbagliata l’analisi statistica relativa alla pressione fiscale sugli immobili proposta dal dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia. Si chiede al Governo di fornire dati coerenti con la realtà del mercato, in merito alla pressione fiscale complessiva sugli immobili.

S’impone, peraltro, maggiore chiarezza sulla tassazione sugli immobili e non è neppure proponibile né ipotizzabile aprire ancora un dossier sulla possibilità di aumentare la tassazione sulla proprietà immobiliare, come evidenziato da dirigenti del dipartimento finanze del mistero dell’Economia, chiosa Paolo Righi, Presidente Nazionale della Fiaip, nel corso del suo intervento sul tema della fiscalità immobiliare nel nostro Paese.

Fiaip fa notare che da qualche tempo si vanno diffondendo dati non proprio corretti sulla tassazione immobiliare. Infatti, i dati contenuti nel rapporto 2012 sulla tassazione nell’Unione Europea riguardavano il livello di tassazione sugli immobili, che in Italia sarebbe in linea con quello degli altri Paesi europei. Ma questi dati, dice Fiap, sono stati prodotti prima dell’introduzione dell’Imu nel nostro Paese.

Infatti, dirigenti del dipartimento finanze del mistero dell’Economia avevano consegnato di recente alla commissione Finanza della Camera dei dati in base ai quali si evidenzierebbero che in Italia la tassazione immobiliare è allo 0,6% sul Pil, più bassa quindi rispetto ad altri Paesi dell’Unione e della stessa media Ocse (1,1%).

Ma queste statistiche, secondo la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, sono completamente fuori tempo per due motivi: sono state rilevate prima dell’introduzione dell’Imu e si basano su parametri disomogenei. E infatti, non viene tenuta nella dovuta considerazione la tassazione sulle compravendite e sul fatto che negli altri Paesi la tassazione è basata sulle rendite, mentre in Italia è fondata sul patrimonio.

Ed è innegabile che l’Imu rappresenti una vera e propria imposta patrimoniale. Una tassazione, quindi, da più parti giustamente contestata e la Fiap non è una semplice spettattrice che sta solo a guardare, ma si sente coinvolta in questo appello all’equità fiscale per rimettere in carreggiata l’immobiliare italiano.