Diminuire subito la pressione fiscale e ridurre gli sprechi della Pubblica Amministrazione è necessario e urgente, secondo Fiaip.

Un allarme lanciato anche dalla Corte dei Conti sull’eccessiva tassazione della casa, in un’audizione alla Camera dei Deputati sulla Nota di aggiornamento al DEF (Documento di Economia e Finanza 2012). Su questo rigore fiscale che frena la nostra economia e le famiglie italiane il parere è pienamente condiviso da Fiaip, la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali.

In particolare, l’intervento della Corte dei Conti mette in evidenza un dato concreto: il settore più colpito dalle manovre correttive del Governo Monti è quello immobiliare, che ha caricato sulla casa una nuova pressione fiscale dai 22 ai 24 miliardi con l’introduzione dell’Imu.

Secondo il Presidente Nazionale di Fiaip Paolo Righi, siamo di fronte ad un ridimensionamento della domanda aggregata nel settore che a metà 2012 aveva raggiunto valori fortemente negativi e che con molta probabilità peggiorerà nel secondo semestre 2012 e nei primi mesi del 2013.

“L’allarme lanciato dal Presidente della Corte dei Conti, chiosa Paolo Righi, non fa che ribadire le tesi espresse da Fiaip durante l’ultimo anno. È necessario varare immediatamente, un piano di rilancio del settore immobiliare e una revisione della legge sulle locazioni, piano che deve essere condiviso con le realtà associative del comparto e con il mondo bancario”.

Il settore immobiliare nel nostro Paese rappresenta il 20% del PIL, ma l’aumento della pressione fiscale sulle abitazioni ha prodotto effetti devastanti evidenti a tutti e dappertutto. Servono subito tagli incisivi alla spesa pubblica e tagli graduali della pressione fiscale.

Il Governo, secondo il Presidente Nazionale di Fiaip Paolo Righi, ha il dovere di varare un Piano Straordinario per rilanciare il settore immobiliare e ridurre drasticamente il peso fiscale sullo stesso comparto immobiliare.

È un fatto storicamente accertato: l’uscita dalle varie crisi vissute dal nostro Paese in passato è sempre stata storicamente trainata dal settore immobiliare. Pertanto, continuare a caricare il comparto con nuove tasse significherebbe impedire all’Italia di uscire dalla crisi in tempi brevi.